Addio al consiglio provinciale, Pasquali: “Un errore storico toglierci di mezzo”

09 Giugno 2014

palazzo della Provincia

Dopo 154 anni di storia si è conclusa la stagione dei consigli provinciali votati dai cittadini: “Un errore storico tagliare i consigli”, ha detto il presidente del consiglio Roberto Pasquali. Il consiglio era nato a suffragio ristretto attraverso collegi precostituiti alle origini, e poi, dopo la parentesi fascista, a suffragio universale (è quindi del 27 giugno 1951 il primo parlamentino dei cittadini, con presidente Ettore Martini).

Il consigliere Pd, Marco Bergonzi, ha ribadito come da oggi finisca il ruolo della minoranza: “Invitiamo la Provincia a portare avanti le lotte condivise fino ad oggi insieme, come quella per la statale 45, per la guardia medica dei territori di montagna, per il sostegno all’agricoltura”, ha detto.

Da qui a dicembre resterà in carica il presidente Massimo Trespidi con la giunta a costo zero, dopodiché anche le giunte saranno abolite e sostituite dall’assemblea di tutti e 48 i sindaci della provincia, che avranno dunque compiti propositivi, consultivi e di controllo. Il nuovo presidente sarà un sindaco (anche questo eletto dagli altri primi cittadini e dai consiglieri comunali) e durerà quattro anni: il consiglio di dieci sindaci, invece, durerà due anni. Entrambi svolgeranno l’incarico senza alcuna indennità.

Entro il 30 settembre i presidenti dovranno convocare le assemblee dei sindaci per le elezioni dei consigli provinciali; entro il 31 dicembre, l’assemblea dei sindaci approva le modifiche allo statuto della provincia, preparate dal nuovo consiglio provinciale; entro la stessa data si procede all’elezione del nuovo presidente della provincia.

Assente oggi il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, per gravi e imprevisti problemi familiari. Trespidi ha comunque ringraziato tutti i consiglieri in una nota, ribadendo la volontà di traghettare fino a dicembre l’ente verso la nuova forma voluta dalla legge Delrio.

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