Il gaming su Android e iOS è un mercato da 136 miliardi di dollari l’anno

Di Andrea Peroni 06 Giugno 2022

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Come se la passa il mondo del gaming su mobile? Molto, molto bene, e stando all’ultimo studio di International Data Corporation anche in Italia il trend è in ascesa. Il centro di ricerca ha pubblicato i risultati del suo approfondito dedicato al mercato mobile nell’ultimo anno, uno strumento molto importante per le aziende che intendono orientarsi nel mobile ma che può essere inoltre utilizzato per capire le tendenze attuali del mercato di smartphone e tablet.
Con le grandi società come PlayStation che intendono puntare sempre di più al mercato dei live service ed espandere le proprie proprietà intellettuali al mondo mobile, il mercato di iOS e Android non è più sottovalutato da tempo, e anzi negli ultimi anni abbiamo assistito a sempre più grandi franchise e prodotti videoludici che hanno tentato di insinuarsi negli smartphone di ognuno di noi. C’è chi non è riuscito nell’impresa, e c’è invece chi ha sfondato: Nintendo, ad esempio, con l’ancora in salute Pokémon GO (1 miliardo di dollari di ricavi in media ogni anno), ma anche Marvel con numerosi giochi tra cui l’ultimo Marvel Fight Revolution, Epic Games con Fortnite, il recente Apex Legends Mobile di Electronic Arts, l’esplosivo Call of Duty Mobile di Activision e, sempre a proposito dell’azienda americana, Diablo Immortal, lanciato il 2 giugno anche su PC.

Ed è anche grazie a questi prodotti di spicco che il mercato del gaming mobile continua a crescere con una certa importanza. Solo in Italia, nel 2021 le app gaming scaricate hanno registrato un aumento di installazioni del 9% su Android e addirittura del 36% su iOS. Le entrate, in termini puramente economici, non hanno toccato gli stessi incrementi, stabilizzandosi invece con i risultati registrati nel 2020 quando il settore era cresciuto del 75% rispetto al periodo precedente. Non dimentichiamo ovviamente che il 2020 è stato un anno davvero particolare e anomalo vista la pandemia globale di COVID-19, con il gaming mobile che ha toccato picchi impressionanti durante i primi lockdown, il che significa che essere riusciti a replicare tali risultati è un fortissimo indicatore di dove sta andando il mercato in questo momento.
Mentre questo comporterà molto più lavoro per i reparti marketing e trattamento dati delle varie aziende, come si tradurrà questa tendenza per i videogiocatori? Semplice: sempre più grandi colossi punteranno a monetizzare le esperienze mobile, con lo spettro delle dinamiche pay-to-win (acquistare oggetti per avere un vantaggio sugli altri giocatori) sempre più incombente. Difficile dar torto a questa mentalità, se si guardano i freddi numeri: nel 2021 il giro di spesa per le app gaming, che includono sia acquisti di giochi ma soprattutto microtransazioni in-game, toccherà nel corso di quest’anno, secondo le più autorevoli stime, l’impressionante cifra di 136 miliardi di dollari, una cifra più che raddoppiata rispetto a soli tre anni fa quando i ricavi si assestarono a 60 miliardi.

Da tempo denigrati, Android e iOS si sono velocemente accaparrati una enorme fetta di utenti che trascorrono anche solo pochi minuti al giorno davanti a un videogioco, rappresentando da soli il 61% del mercato globale dei videogiochi. Nel primo trimestre di quest’anno, secondo le stime di IDC, la spesa settimanale nel gaming mobile è stata di 1,6 miliardi di dollari. Numeri che fanno impallidire il comunque florido mercato delle console e dei PC, che in questo delicato momento storico stanno soffrendo l’ormai tristemente celebre crisi dei semiconduttori.

 

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