Parola d’ordine: inclusione. Apex Legends accoglie il primo personaggio transgender

Di Andrea Peroni 24 Ottobre 2022

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La parola d’ordine è inclusione, e l’inclusione passa anche per la scelta di inserire il primo personaggio transgender nella storia di Apex Legends. Il team di Respawn Entertainment si dimostra quindi sensibile e aperto all’accoglienza e alla comprensione delle minoranze, cosa che altre case hanno già fatto nel corso degli ultimi anni.

Martedì 1° novembre Electronic Arts renderà disponibili a tutti i giocatori il nuovissimo evento di Apex Legends, il battle royale gratuito dai creatori di Titanfall. L’evento, che si intitolerà Eclissi, porterà il solito carico di novità all’interno del gioco (gira voce che le mappe originali della saga di Titanfall potrebbero palesarsi per un breve periodo, con Respawn pronta a fare una sorpresa ai fan), ma la notizia che ha attirato maggiormente l’attenzione riguarda Catalyst, l’inedito personaggio che farà il suo debutto tra pochi giorni.

A giudicare dal primo trailer che ha presentato la nuova leggenda, Catalyst avrà come abilità tattica la possibilità di sparare un potente proiettile di colore nero che, una volta toccato terra, creerà una sorta di pozza di catrame utile per rallentare o addirittura bloccare gli avversari che avranno la sfortuna di passarci sopra. La sua ultimate, invece, farà erigere una parete fatta dello stesso materiale e apparentemente impenetrabile, capace di bloccare i proiettili nemici.

Nulla di particolarmente innovativo, insomma, ma Catalyst passerà alla storia per un altro motivo. Il personaggio sarà infatti la prima leggenda transgender della storia di Apex Legends, che per la prima volta si apre quindi alla comunità lgbtqia+. Il mondo dei videogiochi si è spesso dimostrato molto sensibile a questi temi, tanto che alcune opere come The Last of Us: Parte 2 sono state addirittura additate di essere state concepite come una sorta di propaganda. Polemiche sterili, a dire il vero, che non riflettono la bontà dell’opera. Naturalmente il caso di Apex Legends è molto differente, e anzi le origini di Catalyst avranno ben poco a che vedere con l’effettivo gameplay del battle royale. Il segnale, tuttavia, è certamente positivo, e apre ancor di più all’unione e all’inclusione.

 

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