Sony contro Microsoft, il botta e risposta continua

Di Andrea Peroni 26 Ottobre 2022

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Il caso è di quelli particolarmente spinosi: è giusto concedere a un’azienda l’opportunità di diventare troppo grossa, rischiando di compromettere la sana concorrenza del mercato? Oppure queste sono semplicemente fisime che passano per la testa di qualche agenzia antitrust in giro per il mondo? Le risposte, ancora, non le conosciamo, ma il caso di Sony contro Microsoft continua ancora oggi, e si arricchisce di nuovi risvolti rispetto a quanto accaduto in estate.

Ormai lo sanno anche i sassi: Microsoft ha fatto un’offerta da 70 miliardi di dollari ad Activision Blizzard King, per portarsi a casa l’azienda e tutti i suoi franchise. Un affare che sconvolgerebbe senza dubbio l’attuale panorama del mercato, e questo, ovviamente, Sony lo sa molto bene. Il colosso nipponico non vuole rischiare di ritrovarsi privata dei multimilionari introiti che Call of Duty garantisce ogni anno, e che proprio su PlayStation possiede la fetta più grande della community. Da qui, inizia un lungo botta e risposta tra le due aziende, che di fronte alle agenzie antitrust di tutto il mondo stanno difendendo i propri interessi: da una parte Microsoft, che ha il chiaro progetto di rendere ancora più appetibile il suo Xbox Game Pass; dall’altra Sony, che inizia inevitabilmente a tremare.

Nonostante le promesse rimarcate dal boss di Xbox Phil Spencer, che ha ribadito più volte di voler mantenere multipiattaforma il franchise di Call of Duty anche e soprattutto per una mera questione economica, questo sembra non bastare a Sony, che invece vuole più garanzie. L’azienda giapponese, nonostante abbia un lungo trascorso di videogiochi esclusivi sui quali ha improntato gran parte della sua strategia negli ultimi dieci anni, ha spiegato all’antitrust, attraverso le parole del presidente Jim Ryan, di essere preoccupata per il monopolio che Microsoft andrebbe a creare possedendo uno dei più importanti brand sulla piazza – appunto, Call of Duty. Alcune agenzie, spinte da queste considerazioni e dalla gestione dei giochi Bethesda da parte di Microsoft (Starfield, The Elder Scrolls 6 e i futuri giochi saranno esclusive Xbox), hanno dato seguito alle lamentele di Sony, affermando inoltre che Xbox Game Pass rischia di diventare troppo potente.

Gli avvocati di Redmond, ovviamente, non restano a guardare. Negli ultimi giorni, dopo che la Competition and Markets Authority del Regno Unito ha espresso i dubbi in merito all’acquisizione, Microsoft è passata al contrattacco, segno evidentemente che l’azienda americana inizia a infastidirsi della situazione. La Cma inglese è infatti stata accusata di aver considerato maggiormente gli interessi di Sony e non quelli dei consumatori, come invece dovrebbe essere. In più, ricorda Microsoft, la strategia di PlayStation continua ancora oggi a guardare a produzioni esclusive di prime e terze parti – Marvel’s Spider-Man 2, ad esempio, uscirà solo su Ps5 l’anno prossimo, proprio come Forspoken e Final Fantasy 16.

La guerra a distanza non accenna ad arrestarsi, e chissà, a questo punto, come andrà a finire. L’acquisizione di Activision Blizzard King è un caso più unico che raro per l’industria dei videogiochi, abituata sì alle fusioni e a grandi aziende che acquistano studi, ma mai di questa portata. Activision è infatti un colosso, un gigante dell’intrattenimento che fattura miliardi e possiede franchise da centinaia di milioni di giocatori in tutto il mondo. La paura delle agenzie dell’antitrust, forse, è che Microsoft potrebbe un giorno decidere di aumentare a dismisura i prezzi dei suoi servizi, una volta ottenuti prodotti di prima fascia esclusivi. La paura di Sony, invece, è quella di perdere la propria leadership, anche a causa di una potenza economica che è imparagonabile. La strategia dei giapponesi è sempre stata oculata, mirata a far crescere studi di sviluppo e portarli poi sotto la propria bandiera. Nessuno però, in casa Sony, avrebbe potuto pensare fino a pochi anni fa che Microsoft avrebbe messo in campo l’artiglieria pesante, arrivando a espandersi con una rapidità impressionante.

Qualcuno ipotizza che se l’acquisizione di Activision dovesse essere bloccata, Sony potrebbe festeggiare, almeno all’inizio. Perché così facendo, si pensa, Microsoft potrebbe tornare in azione e iniziare a fare man bassa di altri publisher, a partire da alcuni nomi come Ubisoft, Electronic Arts, Capcom, Sega e Take-Two Interactive. A quel punto, però, si parlerebbe di un Grand Theft Auto in esclusiva Xbox. E allora il ciclo, inevitabilmente, ripartirebbe da capo…

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