Age of Empires è come il vino

Di Andrea Peroni 18 Novembre 2022

Vai alla pagina principale di Gaming

C’è stato un tempo in cui Age of Empires significava passione, spensieratezza, felicità. Significava arrivare a casa, accendere il pc, costruire il primo centro città, qualche fattoria, addestrare i primi soldati e partire poi alla conquista del mondo, via terra e via mare – ma quanto erano belle le battaglie navali? Ma c’è stato anche un tempo buio, un periodo durante il quale Microsoft sembrava avesse totalmente perso interesse in un brand che aveva fatto la storia degli strategici in tempo reale. Poi, come ci hanno insegnato in più occasioni i videogiochi, su tutti il buon Crash Bandicoot e il terrificante Resident Evil, è arrivato il momento della rivalsa. E ora Age of Empires è sempre più come il vino: più invecchia, più diventa buono.

Nel 2018 Microsoft, supportata dal team di Forgotten Empires, ha proposto al pubblico degli appassionati PC Age of Empires: Definitive Edition, una sorta di remake/remastered dell’originale e indimenticabile rts ambientato principalmente all’epoca delle grandi civiltà classiche – i Romani, i Greci, gli Egiziani, solo per dirne alcuni. L’accoglienza non fu a dire il vero estremamente positiva, colpa anche di una serie di scelte poco convincenti, ma il colosso di Redmond non si fece certo prendere dal panico. Nulla poteva fermare, per fortuna, il rilancio del franchise, che è proseguito senza ulteriori intoppi.

Dopo le Definitive Edition del secondo e terzo capitolo, il 2021 è stato poi l’anno del grande evento. Age of Empires 4, primo gioco inedito della serie da ben sedici anni, è stato in grado di ridare lustro alla serie, ribaltando quelle che erano le idee iniziali della defunta Ensemble Studios e tornando al passato, a quel glorioso periodo tra il Medioevo e l’Età Moderna che ha fatto grande quello che da molti, ancora oggi, viene considerato come il miglior gioco del franchise, Age of Empires 2. E non è un caso, appunto, che Relic Entertainment abbia deciso di rivisitare proprio quel periodo storico e quelle dinamiche, lasciando un po’ da parte le novità introdotte dal terzo capitolo e seguendo le orme dei predecessori senza però rinunciare a qualche novità molto gradita.

Operazione rilancio conclusa con successo, insomma, e oggi il brand di Age of Empires sta vivendo una nuova, splendida e meritata giovinezza. Il secondo e il quarto capitolo, un po’ a sorpresa più che altro per il fatto che l’annuncio sembrava essersi perso per strada, arriveranno nel corso del 2023 anche su Xbox Series X e Series S, e continueranno inoltre ad arricchirsi di contenuti, a riprova del fatto che Relic e Microsoft hanno ormai capito quali sono i cavalli di razza su cui puntare, senza nulla togliere al primo e indimenticabile capitolo. Tutto qui? Ma quando mai: ora che il franchise è ripartito, ecco che si andranno a esplorare nuovi lidi. Ed ecco quindi che, a sorpresa, Microsoft ha rivelato non solo Age of Empires Mobile, in uscita su smartphone e tablet a cavallo tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, ma anche il remake di Age of Mythology, altro titolo altrettanto mitologico (non c’è altro modo per definirlo!) che nacque nel 2002 come spin-off fantasy della serie Empires.

Insomma, per chi ama gli strategici, questa è una nuova giovinezza, ed è quello che in fin dei conti una serie come questa si meritava. Schierate le truppe, preparate un bel trabucco, e buon Wololo a tutti. Anche ai più giovani, che meritano di riscoprire questi grandi titoli.

© Copyright 2022 Editoriale Libertà