Privacy e pratiche ingannevoli, multa da mezzo miliardo per Epic Games

Di Andrea Peroni 20 Dicembre 2022

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Non sarà un bel Natale in quel di Epic Games, lo studio ora publisher che ha creato quel fenomeno noto come Fortnite. Sul fatto che il battle royale provochi dipendenza, sono ancora in corso studi e analisi da parte di esperti in tutto il mondo. Parlando invece delle pratiche non proprio trasparenti adoperate da Epic in passato si è già espressa la Federal Trade Commission americana, che ha stabilito una multa da 520 milioni di dollari per l’azienda.

Va specificato che tale somma, che è comunque enorme, è frutto di un accordo tra la Ftc ed Epic, che dunque ha evitato il rischio di dover pagare una cifra ben superiore. Le accuse dell’agenzia, attualmente impegnata anche in una dura lotta contro Microsoft per impedire che si concretizzi l’acquisizione di Activision Blizzard King per $ 69 miliardi, sono due, e riguardano in entrambi i casi come Epic ha comunicato con il suo pubblico attraverso Fortnite.

La prima accusa costerà a Epic $ 275 milioni, e si parla della violazione del Children’s Online Privacy Protection Act. Di mezzo, in poche parole, c’è la privacy di bambini e adolescenti al di sotto dei diciotto anni, che prima dell’intervento della Ftc non sono stati tutelati dal sistema di gestione delle chat e di raccolta dati di Epic Games. L’agenzia ci va giù pesante, e scrive che i più giovani sono stati lasciati soli al loro destino, “vittime di bullismo, minacciati, molestati ed esposti a pericoli e questioni psicologicamente traumatizzanti come il suicidio, giocando a Fortnite”.

La seconda accusa ha portato a un risarcimento simile ($ 245 milioni), ma nell’occhio del ciclone finisce stavolta la spinta di Epic verso i suoi consumatori a effettuare acquisti indesiderati sul battle royale più famoso al mondo. Nel calderone di questo ramo della critica rientrano gli acquisti con carta di credito realizzati da bambini e non autorizzati dai genitori; addebiti non richiesti per skin e oggetti in game; ban di account Fortnite per aver contattato l’assistenza di Epic Games in casi simili ai due precedenti. Sotto accusa sono finiti i poco chiari sistemi di gestione del menù, pensati appositamente, spiega la Ftc, per portare l’utente ad acquistare oggetti senza saperlo.

Si tratta di problemi che Epic Games ha già cercato di affrontare in passato, senza però troppo successo. La Ftc, a quel punto, ha portato in causa l’azienda di Rockville, e ora la presidentessa Lina M. Khan può festeggiare per il risultato: “Proteggere il pubblico, in particolare i bambini, dalle invasioni della privacy online e dai modelli oscuri è una priorità assoluta per la nostra commissione, e queste azioni di contrasto chiariscono alle aziende che la Ftc sta reprimendo queste pratiche illegali.”

Epic incassa quindi il colpo e torna a casa con la coda tra le gambe, preparando due corposi assegni che presto andranno depositati. Ovvio, 520 milioni di dollari sono bazzecole per un videogioco che raccoglie miliardi e miliardi ogni anno, ma meglio non sgarrare su questi importanti temi, la prossima volta.

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