“Potenziare le funzioni del garante, per i detenuti servono percorsi rieducativi”

17 Gennaio 2013

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I problemi del carcere di Piacenza sono stati al centro della commissione consiliare numero 3, che ha ospitato l’audizione del garante dei detenuti Alberto Gromi, pochi giorni dopo la sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia per le condizioni “inumane” legate al sovraffollamento nelle strutture di Piacenza e Busto Arsizio.
“Purtroppo – ha affermato Gromi – anche in passato c’erano stati pronunciamenti analoghi, ma la situazione generale non è molto migliorata. A Piacenza qualche passo in avanti negli ultimi due anni c’è stato (i rinchiusi sono 326 contro una capienza di 178), le Novate non sono sicuramente le carceri peggiori d’Italia. Ma resta sempre un problema di fondo: al di la’ del sovraffollamento, c’è molto altro che manca, a cominciare da un vero percorso rieducativo e di recupero che secondo la Costituzione deve accompagnare chi sconta la pena. In tal senso spero di avere la collaborazione della direzione carceraria e delle istituzioni per fare partire iniziative che vadano in questa direzione”. Un invito subito raccolto dalla presidente della commissione, Giulia Piroli: “Stiamo già pensando al modo migliore per potenziare il ruolo del garante, vogliamo coinvolgere tutte le forze possibili per dare nuove possibilità di recupero e di speranza a chi è detenuto a Piacenza”.

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