Maxi appalto mense, nuovo colpo di scena: il Comune esclude dalla gara Serenissima

25 Gennaio 2013

La mensa di una scuola comunale

Altro capitolo nella lunga querelle giudiziaria che sta interessando il maxi-appalto da oltre 60 milioni di euro per la fornitura di 9 anni dei pasti alle refezioni scolastiche, ai nidi d’infanzia e ai degenti dell’ospedale.
Il Comune di Piacenza ha escluso la seconda classificata Serenissima spa, la società che aveva presentato ricorso al Tar di Parma contro l’aggiudicazione alla cordata vincitrice, composta da Cir e Copra Elior-Globalchef. I giudici parmensi avevano dato ragione nel giudizio di merito a Serenissima e bloccato l’aggiudicazione della gara, i vincitori si sono quindi rivolti al Consiglio di Stato. Ma in attesa dell’udienza, è arrivato l’ennesimo colpo di scena: l’amministrazione comunale ha escluso Serenissima dalla gara piacentina “in quanto la vicepresidente e il direttore della società medesima hanno omesso di dichiarare un decreto penale di condanna rilevato a loro carico dai certificati del casellario giudiziale rilasciati dal Tribunale competente in data 17-01-2013”. Ad allertare il Comune di Piacenza sono stati i legali di Cir, che hanno ripreso una sentenza del Tar del Veneto in cui si dava torto a Serenissima in un procedimento analogo: l’amministrazione di Padova la escluse dalla gara per le mense comunali proprio per la mancata presentazione del casellario giudiziale dei rappresentanti aziendali, una lacuna riscontrata anche nella documentazione obbligatoria per partecipare all’appalto piacentino.
In ogni caso, fino al pronunciamento del Consiglio di Stato la gara di Piacenza resta bloccata, tanto che i servizi per scuole e ospedale sono in proroga fino al settembre prossimo, rispettivamente a Cir-Globalchef e alla stessa Serenissima.

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