Callori (Pdl): “Stop all’aumento dell’Iva e regole che tutelino gli operatori locali”

29 Gennaio 2013

«La chiusura di 400 imprese in soli nove mesi è un dato che non solo non possiamo ignorare, ma che ci deve chiamare a un impegno più concreto: non saremo certo noi a far mancare il nostro apporto al mondo del commercio e al tessuto economico locale». E’ una presa di posizione chiara quelle del sindaco di Caorso Fabio Callori, candidato al Senato nelle liste del Pdl, che fissa una serie di paletti per il rilancio di un settore che, come dimostra la recente mobilitazione dell’Unione commercianti, sta lanciando alla politica un chiaro segnale di allarme. Il primo punto del progetto di Callori e del Pdl per il rilancio del commercio è l’impegno a non aumentare l’Iva, che, come osserva il primo cittadino di Caorso, «rischia di soffocare le attività del nostro tessuto». Occorre poi mettere mano ai regolamenti, per garantire al mondo del commercio una flessibilità in grado di adattarsi alle necessità di una clientela sempre più variegata e impegnata dalla difficile conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, e per stabilire, precisa Callori, «regole nazionali chiare e certe che siano a tutela del commercio locale». Regole che non siano un ostacolo, ma un incentivo a intraprendere nuove iniziate: «Per questo – aggiunge Callori – la nostra intenzione è quella di passare dalle autorizzazione ex ante ai controlli ex post, ossia di limitare al minimo le autorizzazioni e i tempi di avvio delle attività potenziando i controlli». Il commercio, precisa però il candidato al Senato, non può essere considerato come un fattore staccato dal resto della società e dell’economia. Per questo, evidenzia Callori, «oggi più che mai serve un nuovo patto sociale tra cittadini, politica e mondo economico, che devono scrivere insieme la storia del rilancio del nostro Paese avendo bene a mente la tutela del nostro territorio». Un territorio che può avere un ruolo cruciale per la ripresa economica solo se preservato e valorizzato tramite al rafforzamento e all’ampliamento di una rete turistica-culturale in grado di portare grande sollievo anche al mondo del commercio. Un mondo che, conclude Callori, noi intendiamo appoggiare con decisione, sposando in pieno la linea dell’Unione commercianti, perché ogni volta che chiude un negozio il territorio perde posti di lavoro e noi vogliamo invertire questa tendenza.

 

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