Dimissioni del Papa. Gotti Tedeschi: “Mi sento orfano”

13 Febbraio 2013

«Benedetto XVI ha inciso profondamente nella mia vita». A parlare è il piacentino Ettore Gotti Tedeschi, uno dei pochi laici che ha avuto occasione di conoscere da vicino il Pontefice. Gotti Tedeschi, che proprio Ratzinger aveva scelto nel 2009 per guidare lo Ior, la «banca» vaticana, ne è uscito alla fine del maggio scorso, non per sua volontà, ma sfiduciato dal board dell’istituto dopo mesi di attriti interni. “Benedetto XVI ha inciso nella mia vita in modo unico, in un certo senso, mi sento orfano” ha dichiarato Gotti Tedeschi.
Le vicende degli ultimi mesi, dal Vatileaks allo stesso caso Ior, possono aver avuto un peso nella sua scelta? A questa domanda l’ex banchiere del Papa preferisce non rispondere direttamente, ammettendo di voler evitare “ogni forma di possibile polemica diretta o indiretta”. Secondo l’economista piacentino, a Benedetto XVI andrebbero conferiti due premi Nobel: uno per la filosofia, e uno per l’economia, “perché tutta l’enciclica Caritas in veritate – secondo Gotti Tedeschi – è un saggio sull’economia per l’uomo, scritto da chi conosce i veri bisogni dell’uomo stesso”.

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