Verso l’adunata: testimonianza di Carlo Osti, ds della Sampdoria e “alpino per caso”

25 Febbraio 2013

 

Con la maglie di Juventus, Atalanta e Udinese lo ricordano in molti, ma quella con il cappello da alpino è una versione totalmente inedita per Carlo Osti. Dal dicembre 2012 è direttore sportivo della Sampdoria ma la sua residenza resta sempre a Piacenza dove vive con la famiglia. Nel 1980, epoca in cui arrivava la cartolina azzurra, Osti, in quanto calciatore, aveva chiesto di poter entrare nella Compagnia atleti ma l’unico posto a disposizione venne assegnato al compagno di squadra Manuel Gerolin. Fu così che diventò “alpino per caso”: destinato a Teramo per il Car e poi a Tolmezzo. Fu il trasferimento alla Juventus a consentirgli di entrare tra i bersaglieri e passare alla Compagnia atleti con sede a Roma. Quella tra gli alpini, però, è un’esperienza rimasta nel cuore dello sportivo. L’impegno con i blucerchiati lo porterà a Roma per Lazio – Sampdoria proprio il 12 maggio, giorno dell’adunata nazionale di Piacenza, costringendolo a rinunciare all’idea di preparare un punto ristoro a casa sua per gli alpini del suo paese originario, Vittorio Veneto. Un invito che Carlo Osti gira ai piacentini. L’associazione nazionale alpini ha lanciato l’iniziativa “Adotta un alpino”, il presidente provinciale Bruno Plucani rinnova l’appello. Per aderire occorre contattare la segretaria del comitato allo 0523 593230 . Tra le novità definite dal Comitato organizzatore, c’è il consiglio comunale notturno di venerdì 10 maggio. In serata arriverà la bandiera di guerra, uno dei momenti simbolicamente più importanti della tre giorni dell’adunata nazionale. Subito dopo si riunirà il consiglio comunale a Palazzo Mercanti per l’accoglienza. La data è significativa, il 10 maggio 1848, Piacenza venne ribattezzata la Primogenita per l’annessione al Regno di Sardegna.

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