Bersani: “Arrivati primi senza vincere. Non abbandono la nave”

26 Febbraio 2013

Pierluigi Bersani durante la conferenza stampa

È un Pierluigi Bersani molto stanco quello che si è presentato puntuale alle cinque del pomeriggio nella sala stampa allestita dal Pd all’Acquario di Roma, dove ad attenderlo c’erano centinaia di giornalisti dall’Italia e dal mondo.

“Chi non riesce a garantire la governabilità non ha vinto, siamo delusi. Questa cosa non avverrebbe in altri paesi, la colpa è di chi ha impedito di cambiare la legge elettorale. Con più calma si dovrà fare un’analisi. Hanno pesato due elementi di fondo: la crisi più grave del dopoguerra e il rifiuto della politica così come si è presentata. Ora noi del Pd ci siamo resi conto e abbiamo cercato di reagire. Per noi si tratta di prendere atto con umiltà di quello che esce dalle urne. Noi abbiamo consegnato la maggiore responsabilità, siamo comunque una coalizione maggioritaria alla Camera e al Senato. Abbiamo questa responsabilità. Il bicchiere va letto dai due lati, noi siamo stati un punto di tenuta, se non avessimo fatto quello che abbiamo fatto sarebbe stato peggio. Senza vincere siamo arrivati primi. È un Parlamento largamente cambiato, noi saremo propositori del cambiamento come e di più di quello che abbiamo detto in campagna elettorale, non proporremo alcuni punti di cambiamento: un programma da rivolgere al parlamento su riforma delle istituzioni a partire dai costi della politica e dai partiti, difesa dei più colpiti dalla crisi. No ai discorsi a tavolino sull’alleanza, ciascuno si prenda le sue responsabilità. Porteremo questa impostazione al presidente della Repubblica, il quale si farà un’opinione e sarà lui a dire quale sarà l’iniziativa capace di consegnare un governo al Paese in questo passaggio difficile”.
“Il fenomeno di fondo che prescinde dai temi concreti e che ha riguardato la destra come il movimento 5 stelle è la via di fuga dalla crisi che fra l’altro è condizionata da politiche Ue francamente sbagliate”.

E sull’atteggiamento dei grillini di valutare riforma per riforma prosegue: “Ragionare tema per tema è apprezzabile ma è anche piuttosto comodo, i governi funzionano tema per tema ma anche con la fiducia, in base ai temi uno deve dare la fiducia o no. Questa è la nostra Costituzione, chi viene in parlamento fa i conti con la Costituzione e si prende le sue responsabilità”.

A proposito di Renzi e se si sarebbero potute avere più chance di vittoria Bersani ha risposto dicendo che “L’ho sentito dire anche io, ma più di far le primarie e far scegliere a tre milioni persone non so cosa potessi fare. Non vorrei che con questo dibattito si oscurasse un dato più profondo e cioè che siamo in presenza di un problema profondo, per la prima volta in 60 anni c’è un meccanismo di impoverimento che la politica non riesce più a gestire e che dà luogo a risposte semplificatorie”.

In merito alla campagna elettoriale del Pd, alla domanda se non abbia raggiunto il cuore degli elettori, Bersani ha risposto che: “Ho letto anch’io tonnellate di senno di poi… Sì, può essere, soprattutto dove il disagio è più forte. Dove il disagio è più forte – aggiunge – il messaggio di semplificazione è arrivato. Però c’è da fare una campagna elettorale e poi governare e quelle ricette non sono la soluzione. Io in coscienza non me la sono sentita e non me la sento di coltivare degli inganni, io so fare solo questo mestiere. Siamo davanti al passaggio più difficile e serve un meccanismo di difesa morale ed economica del Paese. Credo che noi progressisti resteremo un punto di riferimento. Serve qualcuno che tenga la barra e io mi propongo. Ho sempre detto che la ruota deve girare nel Congresso del 2013, non abbandono la nave, dopodichè io posso starci da capitano o da mozzo”.

Sulla rimonta del Pdl aggiunge che “La destra esiste in questo Paese, da noi ci sono Berlusconi e la Lega, ma la destra c’è in tutto il mondo”. E sulla proposta di un dialogo avanzato da Silvio Berlusconi: “Ci confronteremo ma non penso che atteggiamenti diplomatici corrispondano al cambiamento che dicevo, dobbiamo ribaltare lo schema, non credo che il Paese tolleri balletti di diplomazia…si riposassero”.

“Su questioni istituzionali siamo favorevoli a corresponsabilità, tra l’altro il M5S è il primo partito alla Camera, allora secondo i grandi modelli democratici ciascuno si prende le sue responsabilità…”. Così a proposito delle presidenze delle Camere. “Se vedrò Grillo? Aspetto l’insediamento del Parlamento dopo ci saranno le sedi di confronto”.

Chiamato a gran voce dalla nostra giornalista al termine della conferenza per una domanda su Piacenza, Bersani ha preferito non rispondere ed è uscito accompagnato dai suoi addetti stampa.

 

La sala stampa allestita per la conferenza di Pierluigi Bersani

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