Esportazioni piacentine in forte crescita nel 2012: meccanica +10%. Import in calo

14 Marzo 2013

Le esportazioni piacentine nel 2012 hanno raggiunto quota 3.162 milioni di euro, con una crescita del 18,6% sul 2011. Si tratta di un risultato di tutto riguardo, sia con riferimento al contesto nazionale che a quello limitrofo. Le esportazioni italiane infatti hanno visto una crescita del 3,7%, tra le province vicine i risultati migliori si legano a Lodi e Pavia nelle quali però l’incremento è intorno al 10%.

Il settore principe dell’export piacentino è quello meccanico: la vendita di macchinari ed apparecchi è arrivata a 1.033 milioni di euro, con un +10,2% sul 2011. Balza al secondo posto per valore delle esportazioni il settore dell’abbigliamento (504 milioni di euro), complice il flusso commerciale di aziende insediatesi nel comparto logistico. Ha venduto merci per 422 milioni di euro il settore dei metalli di base e prodotti in metallo (+9,8%) e per 345 milioni di euro (+24,5%) quello dei mezzi di trasporto.

Ha subito invece un arresto l’andamento delle vendite all’estero dei prodotti dell’agroalimentare: la riduzione si è attestata su 6,3 punti percentuali (valore definitivo 169 milioni di euro). Germania e Francia sono i mercati d’elezione delle merci piacentine. In entrambi i contesti tra il 2011 ed il 2012 si sono evidenziati degli incrementi nel valore delle merci piacentine vendute (+8,7% per il mercato tedesco e +18,3% per quello francese). Al terzo posto vi è un altro Paese europeo (Regno Unito) e quindi si trovano Stati Uniti, Cina, Paesi Bassi, Spagna, Turchia, Svizzera ed infine Emirati Arabi Uniti.

Spostando l’analisi alle importazioni, se ne vede invece una riduzione piuttosto elevata, pari all’11,9%. L’import piacentino nel 2012 è infatti arrivato a 2.688 milioni di euro, contro i 3.050 milioni del 2011. Tra le province di confronto solo Parma si distingue per un valore in crescendo. Nell’ambito dei grandi settori è comune il segno meno per la variazione annuale, sfugge a questo andamento generalizzato quello relativo all’alimentare che segna un +1,4%.

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