Pasqua a casa per la maggior parte dei piacentini. Il menù della tradizione

30 Marzo 2013

Pochi soldi, brutto tempo. Risultato, la Pasqua quest’anno si trascorre a casa. Federalberghi ha lanciato l’allarme a livello nazionale: rischio chiusura degli hotel per il calo delle prenotazioni. Per le vie del centro, armati di ombrello, i piacentini  confermano ai nostri microfoni la tendenza casalinga. Del resto l’allarme nazionale parla di pranzi al ristorante disertati. A Piacenza però nonostante il “momentaccio” c’è chi ha già tutto pieno per Pasqua e Pasquetta. La cucina tipica sembra essere premiata, sia da chi fa acquisti per il pranzo casalingo sia da chi festeggerà in osteria. Nel menù della nostra tradizione, dicono gli esperti, sono previsti come primi anolini, come secondi il carrello di bolliti e l’agnello accompagnati da un buon vino. E naturalmente come dolci uovo e colomba. C’è infine chi riesce a staccare e lo fa alla volta di un clima caldo, su tutti il mar Rosso per lasciare gli strascichi invernali che stanno contraddistinguendo le nostre zone.

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