Un trovatore visionario e senza tempo conquista i piacentini. Municipale esaurito

07 Aprile 2013

Rigoletto è sceso dal palco per lasciare la scena alla seconda opera della trilogia popolare verdiana in calendario a Piacenza: il sipario oggi pomeriggio si è aperto sul Trovatore di Cristina Mazzavillani Muti, per una produzione che vede uniti Ravenna Festival, Teatro Alighieri di Ravenna e Fondazione Teatri di Piacenza. La città di Ravenna è lo sfondo “proiettato” del dramma interpretato da un giovane cast che si è rivelato all’altezza delle aspettative e in cui spiccano il tenore Luciano Ganci (Manrico), il soprano Anna Kasyan (Leonora) e il baritono Alessandro Luongo (Conte di Luna), accompagnati dall’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” e dal Coro Lirico del Teatro Municipale di Piacenza. L’allestimento dell’opera è sorretto da una scenografia “visiva”, come ha dichiarato la stessa regista, resa attraverso le fotografie di Enrico Fedrigoli (ritratti in bianco e nero dei luoghi archetipo della città romagnola) che catturano le architetture immortali ed evocative di un paesaggio simbolico, nel quale ognuno può riconoscere gli impulsi e i moti di sentimenti universali. Il pubblico piacentino non ha mancato l’appuntamento né con l’opera, né con gli applausi che hanno riempito il teatro. Come per Rigoletto, il secondo appuntamento lirico dedicato al maestro Verdi ha fatto registrare il tutto esaurito. Ora l’attesa è per la celeberrima Traviata, in scena domani sera.

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