Ex Acna, Fratelli d’Italia attacca il Comune: “Basta studi, serve la bonifica”

22 Aprile 2013

Un particolare dell’area ex Acna, protetta dai teli anti-inquinamento

Continua la polemica politica attorno alla bonifica dell’area ex Acna: nei giorni scorsi il Comune ha affidato l’appalto per la caratterizzazione del suolo, opera preliminare alla futura bonifica. “Dopo undici anni dall’approvazione del primo progetto di bonifica dell’area ex Acna di passi avanti se ne sono fatti pochi”, sostengono i consiglieri comunali Tommaso Foti ed Erika Opizzi di Fratelli d’Italia. “Risale, infatti, al 2002 la prima autorizzazione data dal Comune per realizzare gli interventi di bonifica sull’area in questione. Il succedersi di vari atti amministrativi – continuano – ha portato all’approvazione di ulteriori progetti di caratterizzazione e bonifica dell’area ex Acna ma non ha risolto il problema. Dopo il Memorandum d’intesa tra Comune e proprietà – aggiungono Foti e Opizzi – era auspicabile che il Comune, sulla base degli studi e dei piani già esaminati e approvati dai competenti organi, procedesse con la bonifica. Siamo invece ad un nuovo affidamento da parte del Comune del servizio di caratterizzazione ambientale e, per di più, con un ribasso d’asta di oltre il 60 per cento”. I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia chiedono in un’interrogazione al sindaco Paolo Dosi di conoscere “le motivazioni tecniche, economiche ed amministrative per le quali il Comune di Piacenza ha ritenuto necessario accollarsi l’onere di fare redigere per l’area ex Acna un terzo progetto di caratterizzazione, prodromico al quarto progetto di bonifica”.

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