Conservazione delle collezioni artistiche: la “Ricci Oddi” esempio virtuoso

24 Maggio 2013

È una delle realtà più attente alla prevenzione degli attacchi da parte dei biodeteriogeni. Così si presenta la galleria “Ricci Oddi” finita sotto i riflettori durante il convegno dedicato a “Ipm per i beni culturali: una norma, non un’utopia”, in scena all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano grazie all’impegno del Centro per la protezione dei beni culturali dagli organismi dannosi.

In pratica la galleria piacentina è una delle realtà “illuminate” che da tre anni mettono in campo un’attività di prevenzione dagli attacchi dei batteri che possono causare danni alle collezioni artistiche: “Non ci sono grossi problemi, ma qualche criticità resta”, ha spiegato la direttrice Maria Grazia Cacopardi, “penso ad esempio alla situazione dei depositi che necessitano di manutenzione e sui quali è in atto un progetto di sistemazione. O ancora alla questione dell’illuminazione che è troppo forte e andrebbe filtrata”.

Al di là dei problemi comunque la “Ricci Oddi” resta un esempio virtuoso che grazie alla nuova norma del Comitato Europeo per la standardizzazione in studio dovrà essere seguito: “L’obiettivo è una protezione integrata delle strutture di conservazione dei beni culturali”, ha spiegato la docente dell’università Cattolica Elisabetta Chiappini, “e una sensibilizzazione verso la prevenzione che la “Ricci Oddi” già persegue”.

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