Nomina Iren, è “guerra” nel Pd. Intanto il Comune pensa di vendere le quote

01 Giugno 2013

Da sinistra, Christian Fiazza, Pierangelo Romersi e Daniel Negri

La nomina di Barbara Zanardi, commercialista allo studio Gnudi di Bologna, come rappresentante del Comune di Piacenza nel cda di Iren non smette di fare discutere. E all’orizzonte si comincia a intravedere la possibilità che Palazzo Mercanti decida di vendere le quote della multiutility in suo possesso, l’1,6% circa.

Nel mirino è finito il sindaco Paolo Dosi, reo secondo una larga fetta del Pd di aver scavalcato partito e gruppo consiliare, da cui erano arrivate le candidature di Marco Bergonzi (presentato dal capogruppo Daniel Negri) e Paolo Sckokai (candidato dal consigliere Stefano Cugini). Ad avere la meglio è stata però la Zanardi, secondo il Pd professionista dalle indubbie qualità e presentata da un altro consigliere democratico (Michele Bricchi), ma a quanto pare di riconosciuto orientamento politico di centrodestra (è anche nipote del consigliere comunale del Pdl, Maria Lucia Girometta).

Proprio Negri ha lanciato un avvertimento, neppure troppo velato, a Dosi: “Il sindaco Dosi ha effettuato nella sua piena autonomia, secondo quanto è sua prerogativa in fatto di nomine in enti partecipati, un’altra scelta che ovviamente rispetto profondamente. Nessuna polemica quindi, anzi, ma un invito a lavorare proficuamente per il nostro territorio, ognuno per il ruolo che ricopre e con la propria piena autonomia”. Una sorta di “minaccia”, quest’ultima, che lascia intendere un irrigidimento dei rapporti tra parte della giunta e la maggioranza del gruppo Pd.

Altrettanto significative le parole scritte su Facebook dall’assessore al Bilancio, Pierangelo Romersi: “Sulla nomina nel cda di Iren, ricevo richieste di info. Non conosco la persona indicata e non penso che sia una mia mancanza. Penso che oltre ad un omaggio alle larghe intese, sia collegata alla discussione sulla probabile dismissione delle nostre azioni di Iren”. Romersi non ha voluto commentarle, anche se sembrano già abbastanza esplicite. Nei prossimi mesi la discussione di scalderà anche su questo: prendere subito diversi milioni di euro vendendo le azioni o ricevere ogni anno poco più di un milione di dividendi, sperando che arrivino anche in futuro? Un dilemma che rischia di alimentare altre tensioni in maggioranza.

BOROTTI, BRICCHI E CUGINI: “BRAVO DOSI” – Stefano Borotti, Michele Bricchi e Stefano Cugini, consiglieri comunali del Partito democratico, intervengono con una ferma presa di posizione a favore del sindaco Paolo Dosi e di Barbara Zanardi, confermando indirettamente la divisione che, almeno su questa partita, caratterizza il Pd a Palazzo Mercanti. “Il fatto che si tratti di una nomina di potere in capo alla sola figura del sindaco, peraltro pienamente rispettosa dei criteri di competenza ed esperienza specifica indicati nel bando – affermano i tre democratici – va accettata e non commentata, peraltro scompostamente. Sia i giudizi sulla decisione del sindaco che le dichiarazioni sulla persona di Barbara Zanardi non solo sono state fatte da qualcuno incautamente e a titolo personale, ovvero senza nessuna discussione o condivisione nel gruppo del Pd, ma sopratutto sono prive di ogni fondamento e anzi gravemente screditanti. Il gruppo consiliare del Pd ha presentato, appunto attraverso tre diversi consiglieri, tre candidature, ciascuna con un curriculum diverso ma tutte di pari dignità, ciò che allora impedisce che si possa dire che ce ne fosse una più titolata o accreditata di un’altra. La scelta del sindaco Dosi, prima tra tutti i territori di Iren, è stata anzi accolta con grande soddisfazione dalla città in quanto dimostrazione di una genuina volontà di premiare merito e rinnovamento nonchè una giovane donna di valore. È parso dunque dannoso sollevare una polemica strumentale a valorizzare solo alcune posizioni individuali anziché il ruolo fondamentale del Pd e il buon lavoro dell’amministrazione”.

 

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