Piacenza

Consiglio comunale, approvato il bilancio 2013. Esposto dei grillini

24 giugno 2013

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Approvato dopo una maratona durata quattro sedute il bilancio preventivo 2013 del Comune di Piacenza.
L’ok (della sola maggioranza) è arrivato stasera alle 23.15: favorevoli Pd, Piacentini per Dosi, Moderati, Sinistra per Piacenza e Guglielmo Zucconi (gruppo misto). Contrari Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Sveglia, Pdl, Fratelli d’Italia. Assenti Samuele Raggi dell’Idv e Filiberto Putzu del Misto.

Soddisfatti la giunta guidata dal sindaco Paolo Dosi e il centrosinistra, nel corso della discussione il Pd si è visto approvare un emendamento che chiede controlli più rigidi per verificare 600mila euro di crediti non ancora incassati per tariffe di mense e asili non pagate. Passato nonostante il parere contrario della giunta, ma con diversi consensi nella maggioranza, l’emendamento dell’azzurro Andrea Paparo per il coinvolgimento nella cabina di regia per il centro storico di associazioni residenti, consumatori e portatori di interessi vari, mettendo in rete le iniziative promosse dal pubblico e dai privati.

Il leghista Massimo Polledri ha parlato di bilancio “banale, povero di idee e di risorse per affrontare la crisi”, mentre Marco Tassi del Pdl ha criticato “la mancanza di attenzione verso i veri problemi di oggi, ossia mancanza di lavoro e di sviluppo economico, mentre gli sprechi non sono stati eliminati”.
Di contro, il capogruppo Pd Daniel Negri ha evidenziato “la riduzione delle spese di 4 milioni, che ha comunque consentito di mantenere alto il livello dei servizi, in particolare ai più deboli”.

“Spese non condivisibili e nessun incentivo per lo sviluppo economico di Piacenza, nessuna visione per il futuro della città, solo ordinaria amministrazione, senza idee”, ha detto Barbara Tarquini motivando il no del Movimento 5 Stelle, che presenterà un esposto alla Corte dei conti.
Il sindaco Dosi ha rivendicato l’impegno dell’amministrazione, citando come esempio positivo l’Adunata degli alpini: “In un quadro generale difficilissimo abbiamo cercato di tenere insieme la qualità dei servizi e lo sviluppo della città, questo non è un bilancio triste, non arretrare proprio negli interventi a favore dei più deboli significa davvero iniziare a lavorare per far sì che gli anni migliori siano quelli davanti a noi”.
Ultimo intervento per Tommaso Foti di Fratelli d’Italia: “I piacentini pagheranno più tasse, per questo l’amministrazione ha la grande responsabilità di dare loro le risposte che si attendono. Però con questo bilancio volate basso e vi affidate solo agli slogan, per adesso senza azioni concrete”.

ESPOSTO DEL MOVIMENTO 5 STELLE ALLA CORTE DEI CONTI

I NUMERI DEL BILANCIO 2013 – Complessivamente la manovra si attesta attorno ai 115 milioni di euro, compresi però circa 19 milioni di euro di gettito Tares, la nuova tassa rifiuti che Palazzo Mercanti riscuoterà per poi “girare” a Iren. Circa 80 milioni di euro arriveranno dalle entrate tributarie, tra cui 49 milioni derivanti da Imu e dal fondo di solidarietà statale per i Comuni: nel 2012 furono 57 milioni, 8 in più. Altri 24 milioni giungeranno da entrate extra-tributarie, il resto da trasferimenti.
Taglio di 2,3 milioni di euro per gli investimenti 2013, che passano a 6,2 contro gli 8,5 milioni dell’anno scorso: tra gli interventi previsti la messa in sicurezza delle ciclabili (500mila euro), la manutenzione di strade e piste (1,6 milioni), agli interventi strutturali su alcune scuole (600mila) a partire dall’Alberoni e il progetto di riqualificazione di viale Dante (750mila euro), nel tratto tra via Damiani e via Conciliazione. In preventivo c’è la riduzione dell’indebitamento. Sul versante interno, l’amministrazione intende puntare sulla qualità occupazionale valorizzando al meglio le professionalità interne all’ente.
Tornando al bilancio, è confermato il taglio dei trasferimenti per 4 milioni di euro a cui si farà fronte con risparmi di spesa in tre direzioni: razionalizzazione degli uffici (viene dismesso palazzo Olivetti), riordino di appalti e gare specie per il funzionamento dell’ente, infine contrazione dei contributi esterni, ad esempio quelli gestiti da Iren (verde, cimitero, canile, sgombero neve).

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