Pos obbligatorio sopra i 30 euro. Associazioni contrarie: “Troppi costi”

30 Giugno 2014

Pinpad_device - Carta di credito - bancomat

Permettere al cliente di saldare il conto tramite Pos ora è un obbligo: è entrato infatti in vigore da questa mattina il decreto legge 90/2014 che impone a commercianti, artigiani, imprese e studi professionali di consentire i pagamenti elettronici tramite “Point of sale” (ovvero la macchinetta dove si striscia il bancomat o la carta di credito) per spese superiori a 30 euro.

Ciò non significa che l’acquirente sia tenuto a pagare l’importo solo per via telematica, ma che debba avere la possibilità di farlo se lo desidera, in questo caso garantita dalla legge. L’opinione è divisa: se i cittadini sembrano soddisfatti per la nuova opportunità (considerato anche il minor rischio di evasione fiscale), le associazioni di categoria lanciano l’allarme per i costi in più a carico dei loro utenti, già messi alle strette dalla crisi.

“È un’ulteriore drenaggio delle risorse economiche – ha commentato Alfredo Parietti di Unione Commercianti -; sarebbe ben accetto se a fronte di quest’obbligo non ci fosse un aggravio delle spese, ma finché resta così impostato il giudizio resta negativo”. Dello stesso tono l’intervento dell’Unione provinciale degli artigiani: “In questo modo i nostri associati sono costretti a pagare le commissioni bancarie – ha spiegato il vicedirettore Ornella Cristalli -; potrebbe generare un rincaro delle prestazioni”. Cosa accade se la parrucchiera, l’elettricista o il barista non sono muniti di pos? In pratica nulla perché la legge non prevede sanzioni e al tempo stesso non concede che il cliente venga sollevato dal debito se impossibilitato a usare bancomat o carta di credito.

© Copyright 2021 Editoriale Libertà