Smart city per ripensare la città. Ma i piacentini sono impreparati

03 Agosto 2014

smartphone social network

Una città può dirsi intelligente se è tecnologica ed interconnessa, pulita, attrattiva, rassicurante, efficiente, aperta, collaborativa, creativa, digitale e green. Negli ultimi anni si fa un gran parlare di smart city e anche Piacenza si sta attrezzando. Un progetto che vede tra gli attori protagonisti Comune, Provincia e Camera di Commercio ha dato avvio alla creazione di una sorta di laboratorio per pianificare azioni sinergiche che ripensino il territorio.

Iniziative già avviate come l’acquisto di due autobus ad alimentazione elettrica e l’app “Vie Francigene Piacentine”, in grado di fornire all’utente informazioni specifiche sul luogo in cui si trova, dai consigli di viaggio alle guide virtuali, rappresentano un esempio di buone pratiche da incentivare. E infatti in cantiere c’è un’app per i visitatori dei musei, il Wi-Fi, il teleriscaldamento, la dotazione dei punti luce di apparecchi per la regolazione ed il controllo a distanza, nuove telecamere per la sicurezza, una rete con tutte le città della Pianura Padana che porti sconti ed agevolazioni ai residenti e l’implementazione di sistemi tecnologici per avere in tempo reale segnalazioni utili da parte delle forze dell’ordine.

I piacentini sono informati sulle novità e sanno che cosa sono le “smartcities”? Telelibertà l’ha chiesto proprio a loro: solo alcuni si sono fatti trovare preparati sul tema.

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