Confindustria, nel secondo semestre 2014 cresce la meccanica

03 Marzo 2015

manifatturierie

Il vento è cambiato? E’ il titolo dell’indagine congiunturale del secondo semestre 2014 divulgata da Confindustria Piacenza. Le imprese coinvolte (escluso il settore dell’edilizia) rappresentano 3 miliardi di euro di fatturato e circa 9mila addetti.
Si confermano in terreno positivo gran parte degli indicatori economici delle imprese manifatturiere associate, rimane negativo il dato riferito al fatturato interno, che conferma le proprie difficoltà anche nel secondo semestre 2014.
Il fatturato è cresciuto del 4,33% (nel primo semestre la crescita era stata del 2,48%). Guardando ai settori, il dato più positivo è quello del settore delle industrie varie (+7,17). Sottolineiamo in particolare il dato del settore meccanico, spina dorsale dell’economia provinciale, che ritorna ad aumentare (+5,59%).
Il dato del fatturato totale nasconde l’andamento divergente di fatturato estero e fatturato interno: il primo, infatti, è in crescita del 13,01%, mentre il secondo continua a rimanere in terreno negativo (-0,71%). L’internazionalizzazione delle imprese si conferma ancora una volta come l’elemento in grado di garantirne la competitività. Continua a mostrare segnali positivi anche l’occupazione, che cresce del + 0,54%, in tendenza con il dato della precedente indagine (+0,43%). La ripresa del dato occupazionale viene confermata nelle previsioni per il semestre in corso, con numeri più ottimistici rispetto alle aspettative formulate nelle precedenti indagini.
Ancora negativo, purtroppo, rimane il dato relativo agli investimenti, che nel 2014 sono calati del 6,41% rispetto al 2013, nonostante le diverse misure agevolative avviate nell’ultimo anno.
Le aree in cui le aziende continuano a investire sono quelle, oramai fondamentali per rimanere competitivi, della formazione, ICT e ricerca&sviluppo.

“In questi mesi stiamo registrando segnali incoraggianti e diversi analisti stanno rivedendo al rialzo le previsioni, vedremo nei prossimi mesi se questo cambio di vento è destinato a rafforzarsi o meno” è il commento di Confindustria.

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