Tfr in busta paga, poche richieste: “Tassazione troppo alta”

03 Aprile 2015

Ivan Bersani della Cisl

Da oggi anche migliaia di lavoratori piacentini del settore privato hanno la possibilità avere in busta paga il trattamento di fine rapporto maturato nel mese.
Un provvedimento che è stato accolto con freddezza nella nostra provincia. “Non sono tante le richieste di informazioni o chiarimenti che ci sono giunte in tal senso – spiega Ivan Bersani della Cisl – anche perché quei soldi, 60-70 euro di media, saranno trattati come componente aggiuntiva dello stipendio e quindi assoggettati a tassazione ordinaria e non imponibile ai fini previdenziali. Va poi sottolineata la grande differenza economica: è stato calcolato che in vent’anni si riceverebbero 28mila euro dal tfr in busta paga, se accantonato in azienda sarebbero 47mila euro, mentre addirittura 75mila se conferito ai fondi pensione. Una differenza enorme”.
Anche i Consulenti del lavoro confermano questa freddezza da parte dei piacentini: “Mentre con il Jobs Act abbiamo immediatamente riscontrato un effetto positivo, con molte assunzioni a tempo indeterminato anche nel nostro territorio – spiega il tesoriere dell’Ordine provinciale, Enzo Rizzi – non registriamo grande entusiasmo per questo provvedimento. Per le aziende cambia poco, sarebbe un problema una richiesta da parte di molti dipendenti, ma per ora ne sono arrivate poche”.

© Copyright 2021 Editoriale Libertà