Piacenza

Una vita da “dimenticata”: la storia di Elda, la figlia segreta di Bot

18 novembre 2015

Elda Barbieri (2)-800

Cosa significa la dicitura “Con messaggio a Elda” che appare, troppo generica, a descrizione de “I fantasmi del lago” del 1924, uno dei pezzi in esposizione fino alla fine dell’anno alla mostra su Bot, in via S.Eufemia? Chi era questa Elda, di cui non si trova traccia nella biografia esposta all’ingresso?

È la storia di una “N.N.”, la “non nominata”. Una figlia senza padre, la piccola Elda, nata da Ida Tavani il 24 gennaio del 1921, in una casa popolare di Porta Galera. Eppure, lei sapeva bene chi era papà: era quell’Osvaldo Barbieri che per alcuni anni le aveva spedito affettuose cartoline dal Genovese chiamandola “Elda Barbieri”, con il suo cognome, come si legge chiaramente nel retro dell’opera (resta però celato nell’esposizione).

“Bot, stanco di controversie continue e ostacoli, incontrò Enrica e i due si sposarono nel 1929 – spiegano i figli di Elda, Aldo e Gabriella Campolonghi, da noi rintracciati -. Da allora, finirono definitivamente gli incontri con la figlia naturale. Per Elda, questa è stata una grave mancanza, che l’ha segnata per tutta la vita, psicologicamente”.

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Elda Barbieri (3)-800

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