Piacenza

“Rendere gli edifici più sicuri”, la sfida della Diocesi. Ferrari: “Meno restauri, più rinforzi”

3 novembre 2016

Piazza Duomo e palazzo Vescovile Curia Diocesi (7)-800

Meno restauri di affreschi, ma più rinforzi antisismici. “Che senso ha ridare vita a un affresco, se poi nella chiesa piove dentro?”.
La domanda, volutamente provocatoria, è di Manuel Ferrari, responsabile dei beni artistici della Diocesi di Piacenza Bobbio.

In uno scenario dove il 70 per cento delle parrocchie fatica a pagare le spese ordinarie, come luce e gas, è difficile mappare in città e provincia gli esempi più virtuosi (“Uno di questi è il progetto sulla chiesa di Borgonovo o la chiesa che nascerà a Roveleto”, dice Ferrari), o meno funzionali (“Il restauro del tetto della Cattedrale di Piacenza, imbottito in cemento armato, negli anni Settanta”), in materia antisismica.

La sfida-obiettivo a cui lavora la Diocesi di Piacenza Bobbio è quella di rendere gli edifici più sicuri, in caso di terremoto, sottolineando come l’Italia abbia una legislazione all’avanguardia in materia di normativa antisismica, ma applicata solo alle nuove costruzioni. Il Comune di Piacenza ha esaminato quarantotto edifici comunali, dal punto di vista sismico, dando la precedenza alle scuole e agli asili. Di questi, ventiquattro non richiedono alcun intervento di messa in sicurezza.

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