“Centoquaranta ettari di verde a rischio cemento”, l’allarme di Legambiente

28 Aprile 2017

Un nuovo polo logistico a Roncaglia; Mucinasso, le aree di urbanizzazione Santa Franca, Malchioda e Veggioletta, intorno alla Besurica. E poi gli orti di via Campesio, Borgotrebbia, per finire con la zona simbolo del rischio cementificazione: la vasta area della ex Pertite.

Sono le ipotesi di intervento indicate nel dossier di Legambiente Emilia Romagna, pubblicato oggi, che elenca e visualizza le aree verdi in regione, provincia per provincia, che corrono il rischio di essere coperte dal cemento, con le tipologie tipiche del consumo di suolo di questi ultimi anni: infrastrutture per la mobilità, insediamenti terziari, ampliamento di imprese esistenti e centri commerciali.

Dal milione di metri quadri occupati dall’ipotesi di polo logistico poco prima di Roncaglia – secondo il dossier – agli oltre 52mila che potrebbero prendere la via della urbanizzazione nei tre lati della Besurica che affacciano su strada Agazzana, strada Malchioda e nei pressi del parco di Montecucco.

Tra i terreni che rischierebbero di perdere la destinazione agricola, secondo Legambiente, anche 70mila metri quadrati nell’area contigua al Parco del Trebbia, finiti nelle mire espansionistiche delle attività di cava, e 20mila a Mucinasso.

Preoccupazione anche per i polmoni verdi della città: 16mila metri in via Campesio, e i 280mila del Parco della Pertite.

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