Green economy, Iren: “Investiremo 180 milioni su Piacenza”

12 Dicembre 2020

Se Iren decide di destinare alla sostenibilità ambientale una quota sempre più alta dei suoi investimenti che oscilla tra i 500 e i 700 milioni di euro all’anno, c’è principalmente un motivo: perché conviene. E’ il mercato oggi a chiedere economia green, significa che i consumatori guardano le etichette prima di decidere quali prodotti comperare, che le aziende scelgono i loro fornitori selezionando quelli con gli standard produttivi più ecologici. Poi, certo, contano anche sia la qualità dei servizi offerti – che per Iren significa principalmente l’erogazione di prestazioni pubbliche essenziali quali la raccolta dei rifiuti, il ciclo idrico, la produzione di energia – sia la migliore resa per le fasce più deboli dell’utenza, a testimonianza di una spiccata sensibilità sociale. E d’altra parte è una logica in primo luogo economica e imprenditoriale quella che porta in direzione della sostenibilità ambientale.

E’ il dato saliente emerso nella videoconference di ieri pomeriggio all’auditorium Rotative dell’Editoriale Libertà condotta dalla direttrice di Libert.it e Telelibertà Nicoletta Bracchi. Multicircle economy, il titolo: economia multicircolare. Non solo nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Possiamo serenamente anche dire che quasi tutto si riutilizza. L’economia multicircolare come moltiplicatore di valore, e di valori come il rispetto dell’ambiente e l’attenzione verso i territori. Questo sta alla base dell’economia sostenibile. La politica di Iren, ormai consolidata in questa direzione, è stata illustrata dal presidente Renato Boero e all’amministratore delegato Massimiliano Bianco. La sindaca Patrizia Barbieri ha ringraziato i manager della multitulity per l’impegno e gli investimenti sul territorio in una logica di rispetto dell’ambiente, di riutilizzo di risorse e, in ultima analisi, a beneficio della qualità di vita cittadini. Un impegno su cui unanimemente si ritiene decisivo puntare in una prospettiva di crescita e di rilancio dopo i contraccolpi economici e sociali portati dall’emergenza epidemica.

Un tasto battuto anche da Nicola Parenti, vicepresidente di Confindustria Piacenza, e Anna Paola Cavanna, vicepresidente di Confapindustria Piacenza, che hanno partecipato alla tavola rotonda con l’ad di Iren, Bianco. Dalle fonti energetiche rinnovabili al riciclaggio dei rifiuti, dal recupero della plastica all’abbattimento della Co2 con il teleriscaldamento: l’attività delle associazioni di categoria punta a diffondere cultura green. anche sfruttando l’effetto traino di un gruppo come Iren protagonista dell’economia circolare e sostenibile. Del resto le multiutility, come ha bene evidenziato Valerio De Molli, ad European house Ambrosetti, sono le aziende che forniscono ai cittadini servizi essenziali: portano l’elettricità, il gas per uso domestico e per il riscaldamento, gestiscono l’illuminazione pubblica delle città e le tengono pulite, riutilizzando il più possibile i rifiuti che ogni giorno ritirano nelle case dei cittadini. Operano in un contesto di mercato ma da posizioni di assoluta prossimità ai bisogni dei cittadini. Con i quali sono connessi come in una sorta di rapporto anche in questo caso “circolare”: i soldi delle bollette servono per pagare il servizio fornito ma anche per sostenere gli investimenti in innovazione e servizi di qualità che a loro volta migliora la qualità della vita.

Da cogliere in pieno in chiave post Covid è l’opportunità dei finanziamenti liberati dal Recovery fund: del 37% la quota di risorse da utilizzare per investimenti green. Una sfida ambiziosa che il territorio piacentino è pronto ad affrontare, si è detta convinta la sindaca, con Parenti e Cavanna. E Iren, ha assicurato Bianco, mette sul nostro territorio l’attenzione che merita: “Investiremo 180milioni segnatamente su Piacenza che, per investimenti pro capite, è tra le città dove destiniamo di più”.

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