Ordine degli architetti, scorci in “bianco e nero” nel calendario 2021

31 Gennaio 2021

Foto storiche della trasformazione urbana di Piacenza sono protagoniste del calendario ideato dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Piacenza per il 2021.

Dopo una prima versione soltanto online, grazie alla collaborazione dello Studio Etre, un numero limitato di copie dei calendari è stato stampato in una elegante veste grafica che riporta i componenti del consiglio dell’Ordine Appc, della segreteria e di tutti coloro che con singoli suggerimenti, fotografie o semplici aneddoti, hanno contribuito.

“E’ il frutto di un’idea nata nell’ultimo consiglio del 2020 – spiega il presidente dell’Ordine Giuseppe Baracchi – in occasione dello scambio degli auguri che non abbiamo potuto organizzare in presenza, come da tradizione, attraverso un evento culturale allestito in un luogo simbolo della nostra città. Così abbiamo pensato anche a un dono che potesse essere recapitato online. L’idea condivisa è stata quella di un calendario che racchiudesse una raccolta di foto storiche significative dal punto di vista architettonico del nostro tessuto urbano e della sua trasformazione. E’ stata una piacevole “catena” che ha avuto successo, forse legato alle immagini che ‘ricordano una stagione di architettura importante’ (Mario Cucinella) e rievocano una Piacenza vissuta in passato. Queste foto ci ricordano, appunto, che c’erano e ci sono opere di architettura che dovrebbero avere una attenzione maggiore da parte di enti, amministratori e tecnici nel momento in cui vengono operate importanti scelte di rinnovo urbano”.

“Allo studio dell’Ordine c’è un piccolo volume – conclude Baracchi – da pubblicare nella prossima primavera, che attraverso fotografie racconta la Piacenza del secondo dopoguerra attraverso le architetture oggi ancora esistenti o di quelle scomparse. Un importante riconoscimento di un periodo storico che ha avuto una notevole incidenza sul patrimonio urbanistico ed architettonico non solo cittadino ma dell’intero territorio nazionale”.

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