Moschea, Matteo Salvini contrariato. La Lega al lavoro per la revoca

27 Marzo 2021


Matteo Salvini si è parecchio irritato per il caso moschea. In casa Carroccio la botta del cambio d’uso dell’immobile di Strada Caorsana in “luogo di culto” non è ancora stata assorbita. Anzi. E rimbalzano indiscrezioni sulla reazione a caldo del leader della Lega. Non appena informato del patatrac, Salvini avrebbe afferrato il telefono facendosi sentire con l’incolpevole segretario della Lega Emilia, il senatore Andrea Ostellari, al quale è stata data la missione di recapitare un messaggio agli eletti a Palazzo Mercanti: “La moschea va revocata, costi quel che costi. Non possiamo perdere la faccia” il senso della reprimenda.

Nel mirino di Salvini c’è finito l’intero gruppo della Lega in consiglio comunale, colpevole, a suo dire, di non aver vigilato su una pratica così significativa dal punto di vista politico, forse la più significativa, soprattutto in una città dove il partito ha raggiunto vette di consenso altissime.

Un primo effetto pratico della reazione di Salvini la si osserva in questi giorni. Matteo Rancan, capogruppo in Regione tra i più votati alle ultime consultazioni nonché attualmente la figura più influente del Carroccio a livello locale, avrebbe ricevuto l’incarico ufficioso di “aiutare” il gruppo in Comune e di rapportarsi con gli alleati, Fratelli d’Italia in primis.

Una sorta di supervisione da qui alle prossime elezioni Comunali in calendario l’anno prossimo.

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