Esercenti sfiniti. “Fatturati a terra e ristori scarsi. Quando ci fate lavorare?”

01 Aprile 2021

“La domanda è questa: quando ci fate lavorare?”. Dai bar ai ristoranti, la richiesta è solo una e a farsene portavoce è la barista Rachele Tizzoni: “Le manifestazioni pacifiche non servono più perché non ci crede nessuno – tuona durante l’incontro promosso online da Confesercenti Piacenza con l’obiettivo di passare il microfono proprio agli esercenti – come si fa a pensare di arrivare fino alla fine di aprile in queste condizioni? Per me è assurdo. Ho chiuso il 2020 con un quaranta per cento in meno e ho preso duemila euro di ristori. Cosa ci faccio?”.

“Io ho riaperto con l’asporto da lunedì scorso: è come non avere aperto – sentenzia la ristoratrice Luisella Rossi – già prima si lavorava con tante, troppe spese; adesso siamo chiusi, ma le bollette dobbiamo continuare a pagarle”.

“Qualcuno poi mi dovrà spiegare perché noi dobbiamo essere responsabili di quello che succede fuori dai nostri locali” fa notare invece Luciano Salvia, titolare di un bar tabaccheria.

“Faccio un esempio: se sono chiuso non produco nessuna immondizia. Perché allora devo pagare la Tari?” si chiede il ristoratore Roberto Rigolli.

“A Pontedellolio la Tari l’hanno scalata” fa notare il barista Mauro Rigolli.

“La situazione è quella che è – continua il barista Cesare Testa – per questo è importante parlare alla Regione”.

“C’è da cambiare passo perché questo atteggiamento del governo ci lascia a bocca aperta – sottolineano Nicola Maserati e Fabrizio Samuelli, presidente e direttore di Confesercenti – questo governo ha fatto come Pinocchio”.

IL SERVIZIO DI ELISABETTA PARABOSCHI

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