Come fossero i ’60: il ritorno rock’n’roll dei Backdoor Society

19 Aprile 2021

Il suono è favoloso, come “mettere la quarta” sulla macchina del tempo, ovviamente in retromarcia. Non è questione di nostalgia, ma di incarnare una cultura, un immaginario, un’energia. Parliamo di The Backdoor Society, il quartetto rock’n’roll (“dutch-beat” terribilmente “sixties”) formato da Giovanni Orlandi (voce), Simone Modicamore (chitarra), Andrea Corti (batteria) e il più giovane Denis Cassi (basso). Stanno per pubblicare (uscita mercoledì 28 aprile per l’etichetta Hypnotic Bridge di Los Angeles) un nuovo “7 pollici”, ovvero un EP di due brani inediti che sarà distribuito sia online che in vinile 45 giri.

Figli ed esponenti di spicco della grande storia rock’n’roll della Valtidone, da tre anni ormai compiuti The Backdoor Society proseguono il discorso iniziato negli Anni ’90 dai Rookies, band che nel 2013 al Festival Beat l’esperto Luca Frazzi definì semplicemente “il miglior gruppo garage-folk italiano”.

Mentre la voglia di tornare a fare concerti in giro per la provincia, l’Italia e l’Europa cresce a dismisura, ricorda Corti: “dopo l’album di debutto nel 2019 abbiamo pubblicato un EP di due brani per la Hidden Volume Records di Baltimora ma nella stessa sessione registrammo altri due pezzi rimasti poi nel cassetto”. E sono appunto “On the run” e “Ballad of liar” in uscita il 28: “li abbiamo mandati all’amico e musicista Paolo “Apollo” Negri dicendogli “facci quello che vuoi”; l’aggiunta del suo organo Hammond ha davvero dato loro una nuova vita. Poi abbiamo trovato la produzione ed ora eccoli in arrivo!”.

IL SERVIZIO DI PIETRO CORVI

© Copyright 2021 Editoriale Libertà