“TuttiFrutti”: sarabanda d’arte a Barriera Roma per salvare l’ex Ortofrutticolo

22 Maggio 2021

Come da titolo, l’anteprima del “TuttiFrutti Kultur Festival” è stato un festival in miniatura, una micro-rassegna concentrata, un susseguirsi di pillole di arte varia. Pezzi teatrali, letture, sketch, un po’ di musica, tutto “made in Piacenza”. Era una manifestazione di protesta, rispetto al domani della città. Ma non si è svolta in un clima barricadiero o politicizzato, piuttosto in un’atmosfera da “soirée di strada” tra incontri e reincontri, memorie del recente passato e sogni per il futuro prossimo.

Un punto a favore per l’evento di “public art” organizzato venerdì sera a Barriera Roma da una decina di associazioni, realtà teatrali e artistiche amatoriali del tessuto cittadino che hanno voluto dare umana concretezza alla ben nota battaglia che da alcuni mesi stanno portando avanti per la conservazione dell’ex Ortomercato di via Colombo contro la decisione dell’attuale giunta, che ha in programma di abbatterlo per ricavarne un parcheggio. Il movimento nascente l’avrebbe individuato come luogo ideale per vederci nascere quella Cittadella del teatro e dello spettacolo di cui a Piacenza si parla da tanti anni.

Dalle 20.30, per un paio d’ore, nell’andirivieni di un centinaio di persone dai 20 ai 70 anni, in pedana si sono alternati il Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte, Quarta Parete, Gli Improbabili, TEV Teatro, Cantiere Simone Weil, Jo Vanny, Le Stagnotte, Il filo di Arianna e Valerio Airò.

Effettivamente, a guardar quel luogo, nel suo discreto stato di salute, nella sua disposizione di spazi e volumi e nelle possibilità di riuso progressivo che racchiude, è stato inevitabile provare ad immaginarselo riqualificato, vivo, attivo, pulsante di attività.

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