“L’altra scena”: ottima partenza per il festival di Teatro Gioco Vita

02 Ottobre 2021

Ironico e autoironico, acidamente pop, grottesco e spiazzante. Il teatro della compagnia fiorentina Sotterraneo ha colpito ancora. E’ toccato a loro, nella serata di venerdì, inaugurare al Teatro Filodrammatici la X edizione del festival di teatro contemporaneo “L’altra scena” di Teatro Gioco Vita con il loro ultimo lavoro, l’”Atlante linguistico della Pangea”, ovvero una sorta di grande dizionario illustrato dedicato alle cosiddette parole intraducibili un po’ da tutto il mondo, dal tedesco al messicano, dallo svedese alla lingua inuit; una articolata sarabanda di sketch, giocata su associazioni di idee e ben calcolate assonanze e dissonanze tra parole e azione, tutta costruita a partire da una serie di termini specifici di una data cultura, che rimandano però ad emozioni universali e non sono replicabili in italiano, se non attraverso lunghe perifrasi.

Un esempio? In giapponese “tsundoku” significa “impilare un libro appena comprato insieme agli altri libri che prima o poi leggerai”. E la pila di libri che i nostri ergeranno in una delle “scene madri” sarà destinata a cadere. Non con intento distruttivo, ma per lasciare il germe di una riflessione non scontata sul linguaggio, che accomuna la intera specie umana, e le sue implicazioni. Parliamo diversamente, ma proviamo le stesse cose. Si ride e si pensa: al bisogno di uguaglianza pressante in questa epoca; all’inganno fisiologicamente racchiuso nelle parole e nei processi di comunicazione; al reciproco condizionamento tra ciò che diciamo e ciò che facciamo. E’ nato prima l’uovo, o la gallina? La risposta è sospesa, perché il teatro è tornato il luogo dove sollevare dubbi e dove le compagnie più avvertite del nostro tempo come Sotterraneo dipanano pensieri, agitano curiosità, rimettono la voglia di sedersi in poltrona.

Teatro esaurito, nel distanziamento, molti giovani e tanta partecipazione all’incontro con gli artisti al termine della recita. E aveva acchiappato, nel pomeriggio nelle vie del centro e in serata all’ingresso del teatro, anche l’animazione promozionale pensata dal Gioco Vita per la giornata inaugurale, portata da una coppia d’attori travestiti da commedianti dell’arte e dalle maschere infilate in abiti settecenteschi: una benefica azione di “spaccio culturale” per invogliare gli spettatori a profittare delle occasioni offerte dal festival.

La rassegna proseguirà lunedì sera al Filodrammatici con il “Menelao” del Teatrino Giullare e martedì al Teatro Gioia con “Casa nostra” di Hombre Collettivo sul tema delle mafie in collaborazione con Libera.

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