A fine 2021 chiude dopo oltre 50 anni il negozio di Pietro Lorenzi, l’arrotino del Corso

29 Novembre 2021

“Dopo oltre 50 anni di attività penso sia arrivato il momento di abbassare la serranda una volta per tutte. È stata una decisione sofferta, io e mia moglie ci abbiamo impiegato due anni a deciderci, ma alla mia età penso sia giusto così”.
Corso Vittorio Emanuele perderà un altro pezzo di storia il prossimo 31 dicembre quando Pietro Lorenzi – dal 1968, lo stimato “arutei ad San Raimond” – avvierà per l’ultima volta la sua macchina affilatrice. “A 77 anni penso sia giusto smettere di lavorare, ho fatto tutta la mia vita qua dentro”.

La sua storia comincia da ragazzino, quando appena quindicenne inizia a lavorare dallo zio Raimondo, che prima di lui gestiva il negozio sul Corso: “Finita la scuola mi hanno messo in bottega con lui”. A 18 anni, la gestione diventa tutta sua: “Da quel momento non mi sono mosso di lì”, portando avanti l’attività fino ad oggi con il prezioso aiuto della moglie Alberta Cravedi.
Tra coltelli meravigliosi – con impugnature pregiate, in madre perla, in avorio o con pietre preziose – ce n’è stato anche qualcuno davvero speciale?: “Un coltellinaio francese produceva un tipo di coltello che era la copia precisa di quello che usava Napoleone per disossare il pollo a tavola. Anni fa la produzione è stata interrotta, chi ce l’ha è fortunato”.
Non ci sarà alcun passaggio del testimone: “Ho due figlie che hanno prese altre strade e in città non penso ci sia qualcuno interessato a rilevare l’attività. Sarti, calzolai e macellai sono quasi spariti, ma c’è ancora molto lavoro a livello casalingo e quindi molto spazio per il mestiere. Però c’è bisogno di una persona giusta, che inizi a lavorare da giovane, non è un mestiere che puoi improvvisare a 30 anni”.

 

 

Una vetrina degli anni 80

 

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