Anno delle donne manager, premiata Alessandra Todisco: “Fare, non strafare”

06 Dicembre 2021

Da sinistra le manager Alessandra Ticchi, Alessandra Todisco e Anna Paola Cavanna

Sarà l’anno delle donne manager. Lo promette Federmanager Piacenza, attraverso la voce del presidente Michele Vitiello che ha in animo iniziative per promuovere un modello femminile “meno effimero”, forgiato da studi universitari, competenze e qualità molto speciali, quelle di saper tenere insieme tutto, famiglia e lavoro ad alto livello.
E la premessa si è già vista l’altra sera all’Hotel Roma con la consegna della targa “Manager dell’anno” 2021 ad Alessandra Todisco, direttrice generale di Sivam, azienda dell’agribusiness. Un evento al quale hanno preso parte autorità cittadine, imprenditori, dirigenti.

La premiata Alessandra Todisco
“Sono molto lusingata” commenta Todisco “il premio mi arriva da una comunità alla quale non appartengo per nascita, ma qui mi sono integrata”. La manager è anche docente all’Università Cattolica e mamma di Edoardo, di dodici anni.
“Per me non è un riconoscimento tanto all’essere donna nel mondo del lavoro, ma per l’impegno, i risultati, la passione e la dedizione”. Todisco sta lavorando per costruire il Gruppo Minerva che associa le donne dirigenti, “siamo appena partite, sono entusiasta, ho avuto una prima risposta positiva, vogliamo anzitutto fare network, abbiamo bisogno di conoscerci, ci sono professionalità notevoli a Piacenza e poi abbiamo bisogno di sostenerci un po’ a vicenda. Essere donne nel mondo del lavoro non è così semplice, ho lanciato anche un progetto per le scuole – prosegue – ispirato a quello che sentiamo dire spesso “la mamma lavora troppo”, portando la nostra esperienza per fare un passo che sia di aiuto alle donne che ogni giorno si muovono su un filo alla ricerca di equilibrio fra vita lavorativa e vita professionale”.
Tenere insieme tutto si può: “Ho capito che bisogna fare ma non strafare, se superi quel livello di impegno vai fuori giri, poi nessun manager può aver successo se non ha alle spalle una famiglia che lo sostiene. Togliamo tempo ed energie alla famiglia, ma in qualche modo penso che restituiamo, mio figlio parla di budget da quando aveva 4 anni e penso possa essergli d’aiuto in futuro”.

Alessandra Ticchi
Alla serata di Federmanager era presente Alessandra Ticchi, amministratrice unica di Colla, azienda leader nella produzione di Grana Padano.
Sono solo una quarantina le manager donne su quattrocento iscritti a Federmanager, è ancora così complicato farsi strada? “Le difficoltà del mio lavoro – ci risponde – consistono nel creare la squadra. Sono da un anno e mezzo in questa nuova realtà aziendale, la prima difficoltà è stata quella di mettermi in sintonia con la proprietà, non era scontato, ho avuto un incarico di un anno, rinnovato per un secondo anno a giugno. Le cose funzionano, ci troviamo molto bene, adesso sto crea ndo una squadra per portare l’azienda verso un orientamento più moderno”. Fino a cinque anni fa Colla era stata governata da una signora che aveva ben 86 anni, spiega: “le donne vi hanno sempre avuto un ruolo di rilievo, amministratore unico prima di me è stata la dottoressa Rabizzoni, per tre anni e prima ancora la signora Colla. Non ho avuto difficoltà a farmi accettare, nel dna dell’azienda c’era già tutto questo, ma si è trattato piuttosto di capire come lavorare insieme”.
La leadership al femminile esiste? “Sono convinta di sì, ho cercato sempre di apportare un’umanità, che è più una caratteristica delle donne, con la gentilezza spesso si ottiene di più che con l’imposizione o il vociare alto”.

Anna Paola Cavanna
Imprenditrice al vertice di Laminati Cavanna come presidente e presidente anche dell’Istituto Italiano Imballaggio, Anna Paola Cavanna emerge in un ambito maschile: “E’ vero, anche se adesso tante donne stanno entrando con ruoli di vertice nel settore dell’imballaggio, a Piacenza abbiamo un polo importante, del resto tutta l’Emilia Romagna è un po’ la packaging valley”. La svolta vera è quella di creare competenze e “dare spazio e fiducia alle nuove generazioni”.
Le qualità femminili nella gestione, più morbidezza? “Credo che gli obiettivi siano gli stessi di uomo e donna, fare business, creare valore, dare occupazione e fare ricadere sul territorio quello che si genera dentro l’azienda, a volte c’è più morbidezza ma non esclude la determinazione, l’impegno e la passione che è comune fra uomini e donne, magari in certe cose le donne sono più attente ai particolari”.
Un consigli ad una giovane? “Fare rete, partecipare a corsi, seminari, tavoli di lavoro, assorbire tutto quello che si può in modo umile, partendo dal basso, ogni ambito ha il suo valore e importanza, soprattutto parlare con le persone, se si riesce a fare squadra si crea un clima collaborativo e si portano avanti le idee insieme”.

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