Arte contemporanea a XNL, Simeti: “Le mie opere una critica del mondo attuale”

15 Febbraio 2022

Presentata al primo piano di XNL Piacenza l’anteprima della mostra “Come un limone lunare che non riposa mai” dell’artista contemporaneo Francesco Simeti. Oltre all’autore delle due opere esposte, ad accogliere i tanti appassionati d’arte che sono accorsi all’interno dell’edificio Ex-Enel della Fondazione di Piacenza e Vigevano, anche la direttrice artistica Paola Nicolin e Mario Magnelli, consigliere della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Proprio quest’ultimo ha definito l’esposizione delle opere dell’artista Simeti “un occasione per investire nell’idea alla base di questo progetto e di quelli futuri, cioè incrementare il dialogo tra le arti e tra le persone, soprattutto andando a interagire con i più giovani”.

Francesco Simeti è originario di Palermo e da anni vive ed esprime la propria arte a Brooklyn, New York. L’artista contemporaneo si è detto “molto contento di essere stato invitato a Piacenza perché mi ha offerto la possibilità di interagire in modo diretto con il pubblico”. Le due opere esposte sono tra le più famose di Simeti: la prima, dal titolo Rubble, è datata 2007 e – come spiega l’autore – rappresenta la rivisitazione di Hose of Cards, celebre opera del 1952 prodotta dai designer americani Charles e Ray Eames. L’opera dei due artisti proponeva l’idea utopistica che il design industriale potesse rendere il mondo un posto migliore in cui vivere. Simeti infrange la loro utopia confrontandola con la realtà attuale: caratterizzata da guerre e problematiche ambientali. “L’obiettivo alla base dell’opera è quello di criticare quell’idea che il design possa risolvere i problemi del mondo” ha affermato l’artista di origine palermitana che ha creato l’opera attraverso l’utilizzo di immagini di macerie, detriti e rottami causati dalle guerre che affliggono il nostro pianete.

Nello stesso salone, alle spalle di Rubble, si può ammirare la seconda opera esposta da Simeti, dal titolo Curtain “che significa tenda – spiega l’artista – ho scelto il supporto della tenda per rilevare una serie di condizioni sul nostro modo di vivere, sulle guerre e i nazionalismi”. Quest’ultima è stata realizzata nel 2017, ma c’è un filo rosso che unisce le due opere: “non sono nate per essere esposte insieme, ma metterle insieme è funzionale sia a livello di corrispondenza fra le diverse cromatiche e colori, sia a sottolineare i grandi problemi che affliggono il nostro pianeta”.

Alla domanda su come descriverebbe la sua arte, Francesco Simeti ha risposto che “mi interessa molto l’arte pubblica e comunicare attivamente con il pubblico anche al difuori dei tradizioni circoli artistici”. Le opere di Simeti saranno esposte fino al 28 febbraio e l’ingresso è gratuito. Oltre al progetto dell’artista classe 1968, al piano terra dell’edificio Ex-Enel, nello stesso periodo, sarà possibile visitare l’opera manifesto di David Claerbout: The pure necessity, installazione video realizzata con la tecnica di animazione 2D.

 

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