Collegio Alberoni, l’Appartamento del Cardinale riapre dopo il restauro

07 Marzo 2022

Dopo due anni di chiusura, uno dei principali luoghi d’arte della città di Piacenza torna accessibile al pubblico: è l’appartamento del cardinale Alberoni situato al centro del Collegio di via Emilia Parmense. Lo scrigno d’arte e storia sarà inaugurato sabato 12 marzo con un evento a inviti mentre da domenica 13 marzo sono previste le prime visite aperte al pubblico. L’intervento è stato presentato in una conferenza stampa che si è svolta nella biblioteca monumentale, alla presenza del presidente dell’Opera Pia Alberoni, Giorgio Braghieri, padre Nicola Albanesi, Superiore del Collegio Alberoni, padre Erminio Antonello, Visitatore della Provincia italiana della Congregazione della Missione, Angelo Loda, storico dell’arte e curatore del nuovo allestimento dell’Appartamento, don Andrea Pilato, studioso di iconografia sacra e di arti applicate, curatore della sezione di argenti dell’Appartamento del Cardinale.

Dopo l’intervento di restyling, lo spazio riapre con numerose novità, un allestimento ampliato e rinnovato e un percorso di visita arricchito.

La perla della collazione è l’Ecce Homo di Antonello da Messina il cui allestimento è stato rinnovato. I lavori di ristrutturazione sono stati affiancati da interventi di restauro di opere e arredi. Riportate all’originario splendore, ad esempio, la scrivania del cardinale e l’ostensorio d’argento gemmato e dorato di Angelo Maria Spinazzi. Una saletta è ora esclusivamente dedicata alla Madonna della fontana e al Bicchiere con fiori entro una nicchia, dipinti di Jan Provost. Notevolmente accresciuta nei pezzi esposti è la selezione degli argenti alberoniani. Le luci portano la firma di Davide Groppi. Il nuovo itinerario museale è stato curato dallo storico dell’arte Angelo Loda.

I lavori, promossi dall’Opera Pia Alberoni, sono stati progettati dall’architetto Marzia Polinelli e dall’architetto Gianluigi Tambresoni, la grafica dall’architetto Cristian Prati sono durati oltre un anno e sono costati circa 100mila euro. Hanno contribuito regione Emilia Romagna, Banca di Piacenza e Steriltom.

 

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