“La vita spiata” di Giovanni Gagliardi nel cortometraggio degli studenti del Gioia

16 Marzo 2022

Le opere e il talento di Giovanni Gagliardi rivivono nel cortometraggio realizzato dagli studenti del liceo Gioia in collaborazione con il consorzio Sol.Co, la cooperativa DesTacum e l’archivio di stato di Piacenza. Il cortometraggio dal titolo “Giovanni Gagliardi. Momenti di una vita spiata” fa parte dell’iniziativa Cultura classica e cultura digitale: memorie nel futuro” del progetto nazionale “Giovani Connessi”, selezionato da Impresa Sociale “Con I Bambini” nell’ambito del “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”.

A partire da documenti d’archivio, gli studenti, supervisionati da docenti e archivisti, hanno scoperto e fatto rivivere Giovanni Gagliardi, fisarmonicista piacentino di successo, convinto difensore della pace, segnato dagli eventi della storia di primo Novecento. Hanno collaborato a regia e produzione, insieme ad Alessandro Simonetta e Sara Bertuzzi di Sol.Co, anche Manuela Veneziani, docente di materie letterarie del liceo Gioia, e Anna Riva, direttore dell’archivio di Stato di Piacenza per la documentazione sul personaggio in quanto referenti dell’attività di ricerca storica e curatrici del romanzo grafico.

Straordinario musicista nella Parigi della Belle Époque, obiettore di coscienza, considerato “scemo di guerra”, rinchiuso in diversi manicomi fino al 1919, confinato a Ventotene, Giovanni Gagliardi, fu spiato per oltre trent’anni dalla polizia francese prima e dalla polizia italiana poi, ma con i suoi libri, la sua musica e la sua fisarmonica riuscì sempre ad essere un uomo libero.

La sceneggiatura è il frutto di un laboratorio di storytelling, condotto da Alessandro Simonetta nell’anno scolastico 2020/2021, a cui hanno partecipato ragazzi e ragazze del Liceo Gioia, di classi di biennio e triennio: Viola Aragona, Emma Bacchetta, Beatrice Ciambriello, Maria Elena Conta, Filippo Fiandra, Annalisa Gennari, Federico Lodigiani, Francesco Maisto, Cecilia Mattioli, Alessandra Nacchio, Riccardo Scalmani, Sofia Timochshenko e Mattia Vignola.

Il testo ha preso forma e forza con gradualità e ha visto emergere idee originali dei ragazzi. Le giornate di riprese, poi, con la supervisione tecnica di Marta Lombardelli -ex alunna del Gioia, docente di ingegneria del cinema a Torino-, si sono susseguite rapidamente, soprattutto grazie alla disponibilità di tutte le parti coinvolte. Le scene sono ambientate a Palazzo Farnese, all’archivio di Stato e al Teatro San Matteo. Nel cortometraggio Giovanni Gagliardi è recluso in manicomio nell’anno 1918, a seguito di una sentenza pretestuosa, da leggersi più come condanna del suo libero pensiero, alimentato senza sosta, attraverso scritti e letture, anche nei giorni di prigionia.

A partire dal manicomio si spazia, attraverso flashback, al tempo delle discussioni politiche all’osteria di Castelvetro, al momento della sentenza in tribunale, o al ricordo del successo parigino, in piena Belle Époque, quando Gagliardi si esibiva con la fisarmonica nei locali di Montmartre. Nelle scene finali il protagonista è liberato alla luce di una lettera, indirizzata alla direzione del Manicomio, che mette a fuoco le sue doti intellettuali e umane.

Nei panni del protagonista l’ex studente del liceo Giacomo De Poli. Insieme a lui Paolo Strona, docente del Gioia, nella parte del direttore del manicomio, ed Enzo Latronico, dell’archivio di stato, come assistente del direttore. Gli amici dell’osteria sono interpretati da Alessandro Simonetta, Gian Cesare Schippisi e Filippo Fiandra.

Le musiche della colonna sonora sono proprio quelle di Giovanni Gagliardi, i cui spartiti sono stati ritrovati tra le carte d’archivio, e sono suonate dall’orchestra del Liceo Gioia diretta da Franco Marzaroli.

” target=”_blank” rel=”noopener”> Il cortometraggio si può vedere sulla pagina di youtube o su quella di Instagram del liceo Gioia e anche su giovani connessi e sul sito percorsiconibambini.it

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