Sport e scuola, le idee dell’assessore Dadati. Esordio burrascoso con gli ultras

21 Luglio 2022

Una vita legata ai Lyons (il padre ne è stato fondatore nel 1963), poi esperienze in Nuova Zelanda e Germania, sempre in campo. Da giocatore e allenatore di rugby. Ama la palla ovale e, se potesse, forse la porterebbe anche in giunta. Mario Dadati, 52 anni, convivente con due figli, docente di educazione fisica, è il nuovo assessore allo sport e alla scuola dell’amministrazione Tarasconi.

Lo incontriamo davanti allo stadio Garilli, perché adesso – al centro della sua nuova esperienza – c’è anzitutto un primo impegno con il Piacenza Calcio.

Dadati, la “casa” biancorossa necessita di una notevole opera di sistemazione. Come si muoverà?
“Sì, è vero. La priorità va alla sistemazione delle curve, la variazione di bilancio contiene 850mila euro per la messa a norma di alcune parti dello stadio Garilli. Ma bisogna valutare anche altri percorsi per non sprecare risorse pubbliche e procedere all’ammodernamento dell’impianto con partner privati”.

Il suo esordio con la tifoseria, però, non è stato in discesa, anzi… Qualche giorno fa, nei pressi del banchetto per gli abbonamenti sui Venerdì piacentini, c’è chi ha assistito a un diverbio sfociato persino in una strattonata improvvisa tra lei e alcuni ultrà del Piacenza.
“E’ stato un confronto franco sui valori dello sport e i comportamenti che ne dovrebbero seguire, a partire dalla questione del murales allo stadio Garilli dedicato a Marco e Davide Reboli, i due leader storici della Curva Nord recentemente scomparsi. Qualcuno mi ha visto come un nemico, in seguito alle mie prese di posizione. Ogni tifoseria ha il diritto di riconoscersi nelle proprie guide. Secondo me, però, la precedente amministrazione comunale ha sbagliato a dare una certa valenza all’opera con il parere favorevole dei servizi educativi. Ma rispetto la diversità di opinione, anzi la tutelo. Credo che nell’ambiente sportivo Reboli non sia stato un modello. La vita privata, invece, è tutt’altra cosa. Comunque, durante un pranzo conoscitivo con i dirigenti del Piacenza Calcio e il sindaco Tarasconi, fissato per altri motivi, c’è stato anche modo di chiarire le dinamiche. Resto convinto che i valori positivi nello sport siano fondamentali, e vorrei portare avanti questo discorso”.

Come?
“Lo sport ha anche una missione educativa, ecco perché voglio promuovere una carta dei valori sottoscritta da tutte le società, il Piacenza Calcio potrebbe essere la prima realtà impegnata a favorire comportamenti positivi”.

Lo sport, e non solo il calcio, ha un bisogno urgente di impianti adeguati. In che direzione lavorerà, come assessore?
“A Piacenza le strutture sportive presentano una concezione abbastanza datata, non essendo progettati in maniera trasversale, come luoghi di incontro e servizi alla persona. Questo è il salto di qualità che occorre concretizzare”.

Bertocchi, Raffalda e Polisportivo: tre casi di impianti su cui intervenire. Ha già le idee chiare?
“Visiterò personalmente ogni struttura per parlare con i gestori e individuare le esigenze precise”.

Dadati, le sue deleghe toccano anche il mondo della scuola. Cosa metterà in cantiere?
“L’obiettivo primario è quello di introdurre gli istituti comprensivi nella nostra città, in collaborazione con l’assessorato ai servizi sociali e all’infanzia. Ma anche di ascoltare i presidi in modo costante e costruttivo”.

L’INTERVISTA A CURA DI THOMAS TRENCHI:

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