Ventidue province tornano ai livelli di ricchezza pre-Covid: Piacenza non è tra queste

13 Settembre 2022

Dall’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere sul valore aggiunto provinciale del 2021, messo a confronto con i dati del 2019, in Italia solo 22 province su 107 hanno superato la ricchezza prodotta nel 2019 a valori correnti, lasciandosi alle spalle la crisi causata dalla pandemia: la provincia di Piacenza non è fra queste.
Più della metà si trova in Campania e Sicilia.

Stando ai dati contenuti nel report, nel 2021 il Pil pro capite nella nostra provincia è salito del 6.62%, con il nostro territorio che si assesta al 63° posto in Italia.

Rispetto ai livelli del 2020 caratterizzati dagli effetti della pandemia, nel 2021 il Pil pro capite a Piacenza è salito da 28,218,74 a 30,087,39 euro: un incremento del 6.62%. Il Pil è invece cresciuto in modo significativo in Basilicata, +12.07, con la provincia di Potenza in testa (+12.09%). Seguono Umbria (+8.86%) e Marche (+8.05%).

PIL PRO CAPITE – In testa alla classifica del valore del Pil pro capite c’è Milano, con 49.331,56 euro. Seguono Bolzano e Bologna. In questa classifica, Piacenza occupa il 21° posto. È soprattutto l’edilizia, grazie alle misure di sostegno governative, a segnare gli incrementi di valore aggiunto più elevati (+12,6%), con punte superiori al 30% nell’Umbria e in gran parte della Sicilia. In crescita anche l’industria manifatturiera che, sfiorando  il 2%, contribuisce alla ripresa. A fare più fatica è il comparto dei servizi (-2,7%) su cui pesa la difficoltà delle attività connesse al turismo (-27,2%), specie nelle città metropolitane.

IL COMUNICATO DI UNIONCAMERE

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