“Nel mezzo dell’inferno”: al teatro Gioia spettacolo in realtà virtuale con visori

28 Settembre 2022

A Piacenza un evento speciale del Festival di teatro contemporaneo “L’altra scena” , uno spettacolo in VR – realtà virtuale con l’utilizzo di visori per singolo spettatore: “Nel mezzo dell’Inferno” con la regia di Fabrizio Pallara, che firma anche la drammaturgia insieme a Roberta Ortolano.

Progetto teatrale ed esperienziale nel quale si è scelto l’uso della tecnologia della Realtà Virtuale Immersiva, coniugata a una progettazione architettonica dello spazio e del suono in 3D.

Andrà in scena al Teatro Gioia dal 3 al 12 ottobre, una proposta che si distingue nel cartellone dell’edizione 2022 del Festival che vede la direzione artistica di Jacopo Maj e organizzato da Teatro Gioco Vita con Fondazione Teatri di Piacenza, il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e Iren e la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita.

Il viaggio del singolo spettatore “Nel mezzo dell’Inferno”, spettacolo coprodotto da CSS Teatro stabile di innovazione e LAC Lugano Arte e Cultura, ha una durata di 35 minuti e verrà replicato quotidianamente la mattina alle ore 11, 12 e 13, nel pomeriggio alle ore 16, 17 e 18 e la sera alle ore 20.30, 21.30 e 22.30. Obbligatoria la prenotazione, con la definizione dell’orario direttamente con la biglietteria di Teatro Gioco Vita. La visione è consigliata dai 14 anni.

La storia è quella dell’Inferno di Dante, che non viene rappresentata ma riprodotta attraverso la tecnica della realtà virtuale. E lo spettatore non è passivo osservatore ma diviene Dante egli stesso. E qui sta appunto l’originalità di “Nel mezzo dell’Inferno”: il fatto di indurre lo spettatore ad agire. La prima parte del viaggio infatti sarà uguale per tutti, mentre la seconda condurrà casualmente gli spettatori in tre luoghi selezionati tra gli ambienti infernali per ricondurli poi nuovamente ad un comune finale. L’esperienza resta dunque replicabile e in sé stessa aperta, perché attraverso il contatto con la morte contiene in sé tutte le possibilità della vita. Si comincerà con un prologo: uno spazio di accoglienza e raccoglimento iniziale, che metterà ciascuno di fronte al proprio io e alla domanda: Perché

fare questo viaggio? Indossati i visori, uno ad uno gli spettatori saranno accompagnati oltre il muro che separa l’aldiquà dall’aldilà e lasciati al loro viaggio.

Hanno lavorato al progetto, a fianco di Fabrizio Pallara e Roberta Ortolano, Økapi (musiche), Massimo Racozzi (modellazione e animazione 3D), Sara Ferazzoli (progettazione ambienti architettonici), Alessandro Passoni (sviluppo e implementazione RVI). Ad accompagnare il viaggio dello spettatore “Nel mezzo dell’Inferno” le voci di Valerio Malorni (Virgilio, Caronte, Minosse) Lorenzo Gioielli (Ulisse, Farinata degli Uberti, Conte Ugolino) e Silvia Gallerano (Beatrice e Francesca).

“Il Dante protagonista di questo viaggio nel regno dell’oltretomba – spiegano Fabrizio Pallara e Roberta Ortolano – comprende che è la relazione con gli altri e le altre – nel segno della volontà divina – a sostenerlo e condurlo sulla via della salvezza e della felicità. Il contatto con gli spiriti e le presenze mostruose che incontra, il profondo legame con il maestro Virgilio e infine l’antica fiamma d’amore che lo connette a Beatrice, non più muto angelo da celebrare, ma guida severa e autorevole fonte di coraggio. Di questo percorso l’Inferno rappresenta la parte più dura che mette il poeta, e chi con lui si immedesima, a contatto con fragilità profonde, paure e inadeguatezze, di fronte alla diversità data dal suo essere vivo tra i morti e dunque in potenza salvato. Dante stabilisce così la possibilità di creare un altro mondo, speculare e connesso a quello reale, nel quale l’io possa fare un’esperienza diretta di trasformazione. Questo mondo è la letteratura. Allo stesso modo in questo progetto teatrale ed esperienziale si è scelto l’uso della tecnologia della Realtà Virtuale Immersiva, coniugata a una progettazione architettonica dello spazio e del suono in 3D, al fine di porre il pubblico a contatto con la totalità di una dimensione fantastica, che non vuole sostituirsi a quella reale, ma restare a questa interconnessa, rappresentando uno stimolo di ricerca e cambiamento”.

 

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