Guardare oltre, aprirsi al Mistero: in Cattolica la mostra di Paolo Capitelli

08 Novembre 2022

Guardare oltre, aprirsi al Mistero, affidarsi a tracce d’infinito: è la direzione presa dall’artista Paolo Capitelli nella mostra Looking Beyond allestita nell’atrio dell’Università Cattolica e aperta fino al 18 novembre.

In mostra una ventina di opere pittoriche in cui, attraverso un linguaggio informale, l’artista riflette sulla natura e sul rapporto che l’uomo ha con essa. Una mostra che conferma la grande attenzione che da sempre il campus di Piacenza dell’Università Cattolica riserva all’arte, come conferma il direttore di sede Angelo Manfredini: “Il Campus di Piacenza ha ospitato in questi anni diverse esposizioni di artisti legati a Piacenza, che sono state anche l’occasione per aprirsi alla città. Con grande piacere abbiamo allestito questa mostra di Paolo Capitelli, che ci invita a guardare oltre. Messaggio quanto mai pregnante per chi opera e studia in Università Cattolica”.

“Quella che si coglie nella pittura di Paolo Capitelli è una visione introspettiva pronta ad aprirsi verso spazi altri e non necessariamente legati all’esperienza del mondo sensibile» racconta Carlo Francou curatore della mostra. “Ogni dipinto rappresenta la tappa di un cammino, così come ogni nuova scoperta o intuizione del pensiero umano corrisponde a un nuovo passo verso una sempre maggiore conoscenza. Un varco che permette di guardare oltre per prendere coscienza del senso profondo delle cose”.

L’aspetto evocativo del mondo naturale, fatto di minuscoli insetti e fioriture che l’artista coglie nella sua più elementare e delicata espressione, non inficia la scelta di un linguaggio pittorico vicino all’astrazione, anzi ne diventa parte integrante in un continuo dialogo che di volta in volta mette in evidenza chiavi di lettura differenti. La medesima considerazione si può fare per le opere nelle quali Capitelli si confronta con il paesaggio, sia nei rimandi alle colline dell’Appennino che negli scorci di terre che si affacciano sul mare. In queste tele l’astrazione si amalgama alle morfologie e allo sfavillio cromatico di luoghi amati, ripresi nell’abbagliante luce del giorno, ma anche nella quiete di rassicuranti notti illuminate dal melodioso chiarore dalla luna.

 

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