Chiusura in bellezza per il Piacenza jazz fest grazie all’esibizione di Bosso

13 Novembre 2022

Dire che è stato un finale in bellezza sarebbe pleonastico. Ma il “Fabrizio Bosso quartet with strings” ha splendidamente suggellato il “Piacenza Jazz Fest 2022” con la performance “You’ve changed”. Come location la Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni nell’occasione stracolma a ribadire l’interesse per una rassegna sempre più prestigiosa.

Hanno accompagnato il grande trombettista Nicola per la sezione ritmica Angelucci (batteria), Jacopo Ferrazza (contrabbasso) e Julian Oliver Mazzariello (pianoforte); quindi il Piemme project cioè le “strings” composti da Prisca Amori (primo violino di spalla), Daniel Myskiv (primo violino), Elton Mahdi (primo dei secondi violini), Zita Mucsi (secondo violino), Nico Ciricugno (viola), Angelo Maria Santisi (violoncello) e Nicola Bassan (contrabbasso), arrangiamenti e direzione Paolo Silvestri.

Hanno presentato Gianni Azzali, direttore artistico della kermesse e, in rappresentanza dell’Alberoni, GiorgioBraghieri; simpatico il siparietto di Azzali che ha telefonato in diretta ed Enrico Rava che – per un problema di salute poi risolto – non ha potuto partecipare al Festival 2022 ma, già a marzo 2023, sarà fra i protagonisti del prossimo Festival.

L’esibizione di Bosso è stata un piacevolissimo excursus nella storia della musica mondiale; abbiamo infatti sentito motivi più o meno noti come “Nearness of you”, “Dreams come true”, “Nuovo cinema Paradiso” dal famoso film di Tornatore, due ballad di Bosso, “Senza fine”, due pezzi con la ritmica (“Wish” di Stevie Wonder e un brando Bosso), “Georgia” di Ray Charles e “What are you doing the rest of your life” di Sinatra.

Il concerto di chiusura del “Piacenza Jazz Fest”, oltre a dimostrare la bravura e l’eccellenza tecnica di Bosso, ha mostrato una volta di più valore e importanza della sinergia per far crescere la nostra città. Ricordiamo infatti che la rassegna ha avuto la il fondamentale sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, la collaborazione del Comune di Piacenza, della Regione Emilia-Romagna e del Ministero della cultura.

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