Badiini (Sunia Cgil): “Mille richiesta di affitto ma solo 90 alloggi popolari disponibili”

21 Gennaio 2023

Dibattito sui temi dell’emergenza casa, al congresso del sindacato inquilini di Cgil Piacenza, con un grido di allarme sul tema affitti (“si rischia il disastro”) e sulla mancanza di alloggi popolari, a fronte “di una richiesta di oltre mille famiglie e con solo 90 alloggi popolari a disposizione, mentre il patrimonio immobiliare di Acer potrebbe essere molto più ampio se si decidesse di ristrutturare le case oggi non abitabili”.

Lo spiega Luciano Badiini, confermato alla guida di Sunia.

“Abbiamo un grosso problema con il cosiddetto “bonus affitto”, nel 2023 il bilancio nazionale non prevede di rifinanziarlo, ma in realtà la richiesta è molto alta a Piacenza. Infatti – spiega Badiini – se prendiamo ad esempio l’anno scorso, ossia il 2022, sono stati stanziati 40milioni di euro tra Governo e Regione Emilia-Romagna, e a Piacenza sono arrivati 2,6 milioni di euro che hanno coperto solo il 50% delle richieste di bonus affitto. Quindi su 4400 domande di inquilini piacentini presentate, circa 2300 famiglie sono state escluse. I Comuni della nostra provincia devono affrontare il problema, altrimenti nel 2023 si troveranno molte persone che non riescono a pagare affitto”.
E questa criticità si riverbera da subito su un altro capitolo del “diritto all’abitare”, ossia gli alloggi popolari gestiti da Acer, che hanno canoni in media molto più bassi dei prezzi del mercato “che a Piacenza ha livelli alti, troppo alti” dice Sunia.
“C’è una corsa all’alloggio in città e provincia: non ci sono case. Prendiamo la città: abbiamo circa 1.000 domande di case popolari solo a Piacenza, in un anno “normale” si facevano 150-200 domande, ora sono 1.000. Ma sono solo 90 gli alloggi a disposizione, meno del 10 per cento della richiesta. La nostra proposta, come Sunia Cgil Piacenza è di iniziare a intervenire sulle centinaia di alloggi già oggi a disposizione nel patrimonio di Acer che non sono abitabili, che necessitano di intervento. Perché non si riparte da qui? Non risolveranno tutto il problema ma una bella fetta di alloggi possono essere messi sul mercato dal pubblico per calmare i prezzi dei privati, che oggi, con molte famiglie monoreddito dopo il covid, diventa la principale preoccupazione e fattore di esclusione sociale. La casa è un diritto di tutti” chiosa Badiini.

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