Tassa di soggiorno, la giunta Tarasconi punta all’aumento. “Confronto con le categorie”

08 Febbraio 2023

Aumentare la tassa di soggiorno per destinare più risorse al turismo cittadino. È la volontà dell’amministrazione Tarasconi, che sarebbe emersa in un recente confronto interno al centrosinistra. L’assessore alla cultura, turismo e marketing territoriale Christian Fiazza avrebbe snocciolato l’ipotesi – “già ben avviata”, dice qualcuno – di incrementare l’imposta a carico di chi pernotta in una struttura ricettiva di Piacenza.

La giunta punterebbe a definire l’aumento della tassa di soggiorno nel bilancio di previsione 2023, che approderà in consiglio comunale nel giro di poche settimane. Fiazza avrebbe già abbozzato gli scenari di maggiore introito nelle casse di palazzo Mercanti. Una scelta che però, neanche a dirlo, potrebbe far discutere sul rischio di penalizzazione del settore, con la prospettiva di caricare di ulteriori costi i visitatori diretti a Piacenza. E con il timore di alcuni operatori, va detto, rispetto a un disincentivo degli arrivi. “C’è la necessità di investire maggiormente sulle attività culturali e turistiche – ribatte Fiazza – anche attraverso le entrate dell’imposta di soggiorno. L’amministrazione si sta confrontando con i rappresentanti della categoria, la mia volontà è di presentare una proposta progettuale che permetta di migliorare la fruizione turistica di Piacenza”.

Oggi la tassa ha un importo quotidiano che va da 0,50 a 2 euro in base al lusso della struttura ospitante, ma dopo i quattro giorni di pernottamento consecutivi non si è tenuti a pagarla. L’ipotesi dell’amministrazione Tarasconi sarebbe quella di portare l’importo quantomeno in una fascia da 1 a 3 euro, “in linea – dice Fiazza – con le vicine città emiliane, dato che a Piacenza c’è in vigore la tassa di soggiorno più bassa nel territorio regionale”.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI:

© Copyright 2023 Editoriale Libertà