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Atlantis non ha chiuso il 31 marzo: c’è lavoro almeno fino al 20 aprile

9 aprile 2013

I lavoratori Atlantis nei mesi roventi della protesta contro la chiusura

L’attività dei cantieri navali Atlantis di Gropparello doveva cessare il 31 marzo scorso, secondo l’accordo firmato al ministero a inizio anno. I vertici del gruppo Azimut avevano deciso che lo stabilimento di Sariano non era più competitivo e tutte le produzioni erano state dirottate ad Avigliana, in provincia di Torino.
Fortunatamente per una ventina dei 200 dipendenti non è così: in questi giorni, infatti, l’attività procede a buon ritmo, in particolare per la laminazione delle scocche delle imbarcazioni più piccole della gamma. E non si tratterebbe di lavoro arretrato da terminare, perché la creazione di alcuni yacht dovrebbe partire da zero nei prossimi giorni. Per il momento gli operai sarebbero impegnati fino al 20 aprile, ma non è escluso che possano proseguire anche successivamente. “Si conferma ciò che dicevamo in sede di trattativa – spiega la Rsu, Mara Bertocchi – ossia che qui a Sariano sappiamo lavorare in un modo molto qualificato, che non può essere così facilmente rimpiazzato. Questo ci fa venire ancora più rabbia per una chiusura totalmente ingiustificata. Speriamo che i colleghi possano andare avanti il più possibile e che nel frattempo si concretizzino le manifestazioni di interesse per rilevare il sito produttivo”. I dipendenti Atlantis attualmente non impiegati sono in cassa integrazione.

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