Dubbi dei lavoratori sull’acquirente di Selta. Il Mise convoca un tavolo

08 Maggio 2021

Dubbi sull’acquirente, provvisorio, di Selta: la Digitalplatforms Spa. Le preoccupazioni dei 180 lavoratori del gruppo Selta, l’azienda tecnologica italiana, nata nel 1972, che opera, con quasi 50 anni di esperienza nei settori strategici della difesa e delle infrastrutture per l’energia e le telecomunicazioni, è arrivata al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise). Il viceministro Alessandra Todde ha convocato, on line, un tavolo di confronto a cui hanno partecipato i tre commissari straordinari (Selta è in amministrazione straordinaria dal giugno 2019), i rappresentanti delle sigle sindacali nazionali e i rappresentanti delle Regioni in cui sono collocati gli stabilimenti aziendali. Oltre alla sede centrale a Roveleto di Cadeo, infatti, Selta ha distaccamenti a Tortoreto (Teramo), Roma e Prata di Principato Ultra (Avellino).

“Non voglio mettere in discussione il soggetto – dichiara l’assessore regionale Vincenzo Colla, riferendosi alla Digitalplatforms. – Se alle spalle vi è un soggetto industriale non dovrebbero esserci problemi. Ma se si tratta di un solo soggetto finanziario che vuole fare speculazione per svuotare Selta di brevetti e clienti e andarsene in breve tempo, questo non andrebbe per nulla bene”.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha 45 giorni di tempo (entro il 13 giugno dunque) per esprimere il proprio parere sull’affidabilità o meno dell’acquirente provvisorio.

“E’ giusto e opportuno che il Governo intervenga – dichiara Colla. – Se l’azienda è considerata di ‘rilevanza strategica per il sistema di difesa e la sicurezza nazionale’, sarebbe un grave errore per il Paese perderla. Anche perché stiamo parlando di cifre gestibili, dato che solo l’immobile di Cadeo potrebbe valere molto di più di 6,6 milioni di euro”. Il valore dell’offerta formulata da Digitalplatforms.

© Copyright 2021 Editoriale Libertà