Fiorenzuola, la C 20 anni dopo: i protagonisti del nuovo miracolo rossonero

19 Giugno 2021

Dopo ventitré anni dall’ultima apparizione in quella che allora era denominata “serie C1”, il Fiorenzuola centra un fantastico ritorno tra i professionisti.  La vittoria di Sasso Marconi rappresenta suggello ad una stagione impressionante, per numeri e qualità del gioco proposta dai rossoneri, in grado di mantenere una costanza di rendimento che, negli ultimi campionati, ha rappresentato la causa del naufragio dei sogni di gloria sia sotto la gestione Dionisi che nell’interregno di mister Brando.

E il nuovo miracolo-Fiorenzuola, tra le tante firme d’autore, porta proprio quella del nuovo condottiero: Luca Tabbiani, dopo il primo campionato interrotto dalla pandemia, ha saputo approfittare della fiducia cieca che la società ha riposto nel tecnico ligure, sfornando un “prodotto” da leccarsi i baffi. Un Fiorenzuola divertente e concreto, umile ma al tempo stesso sfrontato, in grado di ribellarsi alla sfortuna e ad alcuni torti arbitrali che a un certo punto, sono parsi sinistri segnali di un destino che, ancora una volta, è sembrato segnato.

Questa volta il Fiorenzuola ha saputo fare spallucce di fronte ad una dea bendata quasi mai in soccorso e lo ha fatto grazie ad un gruppo d’acciaio, in cui capitan Guglieri si è ritagliato per l’ennesima volta il ruolo di leader autentico: al settimo tentativo, il 37enne mancino di Farini ha guidato i suoi ad un ritorno in serie C per un 2022 che segnerà il traguardo dei 100 anni dell’Uesse.

Un secolo di vita che ha visto Luigi Pinalli mantenere in prima persona il timone di una nave condotta con saggezza e lungimiranza, costantemente al riparo da polemiche e isterismi, soprattutto massicce dotazioni di pazienza; una attesa composta ed elegante del momento opportuno in cui allungare il passo verso un traguardo ampiamente alla portata di un club a “conduzione familiare”, ma al tempo stesso guidato dalla professionalità che caratterizza i compagni di viaggio dell’imprenditore fiorenzuolano. I fratelli Pighi e Baldrighi non possono essere catalogati come semplici soci, ma questo successo è anche il frutto della loro passione infinita.

Tornando al campo, agli “eroi” di questo Fiorenzuola nato per vincere sono giovanissimi che hanno saputo mantenere le attese di una vigilia apparecchiata a dovere dal silenzioso, ma preparatissimo, ds Marco Bernardi. Ovvio che l’esplosione di bomber Nicolò Bruschi, 29 gol e ruolo di centravanti interpretato dall’alto di una classe innata e rara in categoria, abbia contribuito in maniera decisiva ad una scalata in cui le parate di Battaiola sono divenute perle al pari delle prodezze del capocannoniere del campionato. Trovata in via immediata la quadra difensiva con il duo di pretoriani Ferri e Cavalli, sugli esterni hanno corso a rotta di collo, oltre al solito Guglieri, il “figliol prodigo” Oliveira e pure Potop si è ritagliato spazio da protagonista assoluto nonostante l’arrivo a giochi in corso. I vari Stronati, Zaccariello, Perseu, Colantonio ed Esposito hanno garantito freschezza e irriverenza in una mediana priva di primedonne; e se Bruschi è stato il braccio armato di un ingranaggio quasi perfetto, Michelotto e Tognoni sono state le frecce di un arco sempre pronto a far breccia anche grazie al dodicesimo titolare, quell’Arrondini che in quanto ad astuzia ha ben poco da invidiare ai più esperti colleghi. Oneto, sei gol, ha invece indossato i panni dell’attaccante tutto sacrificio e dedizione alla causa: questa promozione è anche sua.

La Serie C è la dimostrazione lampante di come gli dei del calcio esistano e che anche questa volta abbiano deciso di premiare non solo i più bravi in campo: Fiorenzuola deve andare orgogliosa di questa creatura fondata sulla serietà e su valori saldissimi quali la lealtà e la correttezza, la sportività e la passione più pura. Il Fiorenzuola torna dove deve stare.

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