L’aerospaziale a Piacenza: Leonardo sceglie Mae per una nuova fibra di carbonio

02 Luglio 2021

Importante accordo tra la società piacentina Mae e Leonardo SpA per un  progetto di ricerca relativo alla fibra di carbonio, cofinanziato da Invitalia, che punta alla produzione di materiali innovativi per il big del settore difesa e sicurezza con grandi prospettive di sviluppo futuri anche ad altri settori.

Il colosso industriale sceglie l’azienda di Fiorenzuola che aprirà un impianto pilota da 17 milioni di euro ed è la prima volta che la principale holding industriale italiana del settore aerospazio, difesa e sicurezza – tra i primi dieci player a livello mondiale – sbarca a Piacenza.

“Nel campo dell’aeronautica, la storia dei materiali compositi iniziò a partire dagli anni ’80 e Leonardo colse subito quella che già considerava una sfida per il futuro – ricorda Giancarlo Schisano, Managing director divisione aerostrutture di Leonardo -. Difatti, “negli ultimi anni l’utilizzo di questi materiali compositi è cresciuto molto e non solo nel settore aeronautico. La collaborazione con Mae è un altro passo avanti di Leonardo in un settore strategico e competitivo”.

“Il futuro si chiama fibra di carbonio”. Secondo Paola Rovellini la giovane Chief financial officer di Mae Spa, che ha rivestito un ruolo da protagonista nell’accordo con Leonardo Spa per il nuovo impianto pilota sullo sviluppo di questo materiale “il boom della fibra di carbonio dimostra come sia già un prodotto strategico in molti settori industriali a livello internazionale. E sarà un materiale sempre più importante per affrontare la transizione ecologica in tutto il mondo, riducendo emissioni, consumi energetici, costi di produzione e migliorando la qualità dei prodotti”. Questo perché “la fibra di carbonio garantisce risultati migliori rispetto a materiali molto più pesanti come l’acciaio. Basta un esempio, prendendo spunto proprio dal settore aerospaziale, dove Leonardo è un leader mondiale: pensiamo solo al risparmio di carburante che si ottiene con un velivolo molto più leggero. E ciò vale non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello ambientale”.

L’importanza del progetto “Lampo” sulla fibra di carbonio è sottolineata anche da Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo economico e lavoro della Regione Emilia-Romagna: “Mae è un’azienda unica nel progettare impianti e fare ricerca e innovazione sulla fibra di carbonio e in generale su monomeri e polimeri – spiega l’assessore -. L’evoluzione dei materiali è un ambito che la Regione sostiene anche nell’ottica di una crescente capacità di riciclo e riuso, per affermare un’economia circolare e ambientalmente sostenibile”.

Il progetto, che troverà casa sul territorio piacentino, si configura come un unicum a livello europeo ed è strutturato per rappresentare una leva competitiva tecnologica per i principali settori dell’economia italiana. Piacenza e la regione Emilia Romagna più in generale si candidano, quindi, con questa nuova iniziativa, a confermare la vocazione manifatturiera di un territorio che vuole fare dell’innovazione e della ricerca il proprio tratto distintivo.

Il tutto offrirà naturalmente notevoli vantaggi anche sul piano locale, con lo sviluppo in Val d’Arda di un settore sperimentale e produttivo che potrebbe irrobustire ancor di più le già solide radici dell’azienda della famiglia Rovellini a Fiorenzuola, attirando nuovi investimenti, partnership con università e poli di ricerca, e generando anche una domanda delle figure tecniche necessarie con importanti ricadute sul piano della formazione delle risorse umane.

IL MUSEO DELLA FIBRA DI CARBONIO – Una serie di prospettive che in tempi di ripartenza non possono che far pensare all’epoca del boom economico, quando negli anni 50 e 60 del secolo scorso la chimica italiana è stata una delle protagoniste principali della crescita industriale del Paese su scala mondiale, nobilitata dal premio Nobel a Giulio Natta nel 1963. Una storia indimenticabile, che Mae ricorderà regalando ai piacentini anche un Museo dedicato alla fibra di carbonio, affidato a due archistar come Carlo Ratti e Italo Rota.

IL PROGETTO – L’idea del progetto di ricerca e sviluppo triennale denominato “Lampo” nasce nel 2019 e ruota attorno alla realizzazione di un impianto pilota che è stato affidato all’azienda piacentina. L’obiettivo principale di Leonardo – partecipata al 30,2% dal ministero dell’Economia e delle Finanze – è l’ampliamento e potenziamento del suo stabilimento di Foggia, divisione aerostrutture, dove inserire la produzione di una fibra di carbonio dalle nuove proprietà per i suoi velivoli, sfruttando anche le competenze e gli equipment del Leonardo Lab dei materiali presente a Grottaglie (Taranto). Sul piano finanziario Leonardo coinvolge nell’operazione Invitalia (l’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa) e l’investimento si concretizza attraverso un contratto di sviluppo industriale dal valore complessivo di circa 84 milioni di euro (di cui 39,8 a fondo perduto).

Mae è stata scelta da Leonardo come partner del progetto (gli altri sono Aviorec Srl e il Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche) perché l’azienda di Fiorenzuola è una delle poche al mondo che vanta un know-how completo, dalla progettazione alla produzione, lungo tutta la filiera della fibra di carbonio. Realizzata soprattutto all’estero, la fibra di carbonio è un materiale dalle proprietà straordinarie, leggerissimo e molto resistente, in continua evoluzione e sempre più strategico sul piano produttivo nell’aerospaziale e in altri campi come l’automotive, il settore energetico, il tessile e l’edilizia.

L’impianto pilota che Mae costruirà a Fiorenzuola ha un significato emblematico, secondo Francesco Rolleri, Presidente di Confindustria Piacenza: “Dimostra nei fatti che a Piacenza c’è un tessuto imprenditoriale vitale e di grande qualità, in grado di attirare investimenti molto importanti”.

CHI E’ MAE – Mae, che ha un fatturato di oltre 75 milioni di euro, 90 addetti, filiali in Cina e negli Stati Uniti, è specializzata nella ingegnerizzazione e costruzione di impianti e linee complete per la produzione di monomeri e polimeri sotto forma di fibre o schiume. Per la realizzazione a Fiorenzuola dell’impianto pilota nell’ambito del progetto “Lampo” l’azienda investirà complessivamente 17 milioni di euro, di cui 7 arriveranno fondo perduto. Un’occasione unica per sviluppare ulteriormente il suo know-how in questo comparto della chimica. E non solo in rapporto all’aerospaziale, dove si stanno aprendo interessanti opportunità anche a livello regionale, ma guardando anche alle prospettive in altre filiere produttive che puntano sulla fibra di carbonio con sempre più convinzione. Basti pensare alla Motor Valley emiliana, dove tra Modena e Bologna, a poche decine di chilometri da Piacenza, si producono auto da sogno, come Ferrari, Lamborghini, Maserati o Dallara, solo per citare alcuni brand, che utilizzano già questo materiale per le loro fuoriserie. Un settore dove MAE, tra le associate di Confindustria Piacenza, potrebbe diventare un player di primo piano, capace di creare fibre di carbonio ad hoc per migliorare prestazioni e performance dei prodotti automobilistici.

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