Provincia

Seggi aperti a Castelvetro e Ferriere il 26 e il 27 maggio. Ancora incerte le candidature

29 marzo 2013

Sono stati convocati questa mattina i comizi elettorali in vista dell’apertura dei seggi a Ferriere e Castelvetro per la scelta del nuovo sindaco. Si voterà domenica 26, dalle 8 alle 22, e lunedì 27 maggio, dalle 7 alle 15. Mancano quindi 58 giorni al nuovo appuntamento elettorale che riguarderà quest’anno solo due Comuni del Piacentino, ma in due posizioni strategiche ed entrambi storiche roccaforti del Pdl. Ferriere è il Comune più vasto della regione Emilia-Romagna, con duecento chilometri di strade comunali, ed è uno dei territori di montagna più rappresentativi dell’Appennino. Castelvetro è un territorio di confine e cerniera con la Lombardia, confinante con Cremona. Entrambi gli attuali sindaci, Antonio Agogliati per Ferriere e Francesco Marcotti per Castelvetro, non potranno ricandidarsi, terminando quest’anno il secondo mandato: ma la scelta dei papabili successori appare ancora in una fase di profonda incertezza, specchio del caos nazionale che è sfociato nei risultati delle ultime Politiche.

Il centrosinistra sembra restare ancora a guardare, il segretario provinciale del Pd, Vittorio Silva, conferma che ci sarà una lista di centrosinistra in entrambi i Comuni, ma i nomi restano ancora poco chiari: si dice solo che Luca Quintavalla, consigliere di minoranza a Castelvetro, potrebbe ritentare la scalata al Comune. Nel centrodestra, la Lega Nord sembra voglia andare da sola sia nella Bassa (dove sarebbe pronta per entrare in scena l’assessore Anna Rita Volpi) che in alta Valnure. Pdl, Udc e Fratelli d’Italia avrebbero fatto quadrato a Castelvetro intorno al nome del consigliere Giuseppe Cordani, mentre a Ferriere il centrodestra risulterebbe ancora piuttosto diviso: dopo la candidatura del “delfino” di Agogliati, Giovanni Malchiodi, suo attuale vicesindaco, vi sarebbero ancora i nomi del consigliere Bruno Ferrari e dell’assessore Giancarlo Opizzi di Fratelli d’Italia, oltre all’ipotesi civica di Renato Barilari. E dai grillini, nelle scorse settimane, era arrivato anche un appello alla candidatura dell’ “uomo qualunque”, in nome di quei principi di “democrazia partecipativa” rigorosamente dal basso che stanno alla base del Movimento.

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